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Capodanno a Reggio Emilia, tutti in piazza con la musica d’autore di Daniele Silvestri

Martina Riccò
Capodanno a Reggio Emilia, tutti in piazza con la musica d’autore di Daniele Silvestri

Il cantante sul palco per festeggiare l’arrivo del 2019. Fra i suoi successi Kunta Kinte, Salirò e la Paranza

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REGGIO EMILIA. Ha un “quotidiano” tutto suo, La voce del megafono, fondato nel 1994 (dello stesso anno è il suo primo disco). Lo aggiorna ogni giorno (è un sito), lo usa per consigliare letture e musica, accogliere interventi di amici (gli ultimi sono quelli di Michela Rossetti e Roy Paci) e raccontare storie.

Tra poco potrebbe usarlo per annunciare l’impegno preso con Reggio Emilia il 31 dicembre: perché è con Daniele Silvestri, proprio con lui, che la città trascorrerà la notte di San Silvestro. Dopo la comicità di Nino Frassica, che l’anno scorso aveva portato in piazza Martiri del 7 Luglio un repertorio non-sense con brani rivisti e corretti, come “Cacao Meravigliao”, “Grazie dei Fiori bis”, a traghettarci nel 2019 sarà il cantante romano.

Ancora presto per parlare di scaletta, ma di certo Silvestri brinderà di gusto alla fine dell’anno e delle “fatiche” in studio: da mesi è infatti al lavoro sul nuovo album, il seguito di “Acrobati” uscito nel 2016. «Ok, ci sono – assicura sul Megafono – Scusate mi ero un attimo perso nei miei quaderni e quadernoni, tra parole in libertà, versi, rime, titoli, ipotesi... Oggi però basta con le ipotesi. Oggi si rientra in studio per il rush finale. Fra poco più di un mese sarà tutto scolpito nel PVC (si sarebbe potuto dire una volta…)».

E tra promesse di anticipazioni e un po’ di sana preoccupazione («questo disco comincia ad avere una sua fisionomia a tratti destabilizzante, ve lo dico») fa una richiesta insolita: «Ci sono ancora un paio di caselle “libere”, pagine ancora quasi bianche che aspettano la giusta storia. Ditemi - se ne avete voglia - di cosa vorreste sentirmi parlare. Io sto in modalità “spugna”, perciò... bagnatemi con la vostra fantasia».

Chissà che anche la scaletta del 31 dicembre non si possa decidere insieme, trasformando il concerto in gioco, una maratona musicale da “L’uomo col megafono” al fritto di “Paranza”, e poi il “Mio nemico”, “Kunta Kinte”, “Salirò” fino alle più recenti, fino ad “Acrobati”, con cui il Presidente (come lo chiamano i fan) ci ha insegnato a «Disobbedire alla gravità» perché «non credo sia grave. Non puoi chiamarla libertà finché non rischi di cadere». 




 

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