Il premio Piersanti Mattarella al giovane reggiano Elia Minari
Il 25enne coordinatore dell’associazione Cortocircuito vincitore del riconoscimento per il suo libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi”
REGGIO EMILIA. Il premio “Piersanti Mattarella”, intitolato alla memoria del presidente della Regione Sicilia ucciso dalla mafia nel 1980 e fratello dell’attuale capo dello Stato, è stato consegnato al giovane Elia Minari, autore del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” sui segreti della ‘ndrangheta in Emilia e nel Nord Italia, nonché coordinatore dell’associazione “Cortocircuito” di Reggio Emilia. . Minari, dal 2009, ha condotto un’intensa attività d’inchiesta, successivamente citata nel decreto di scioglimento del consiglio comunale di Brescello, nel maxi-processo “Aemilia”, nel processo di confisca dei beni del boss Grande Aracri e in altre indagini giudiziarie sulle mafie nel Nord Italia.
Il libro-inchiesta di Elia Minari (edito da Rizzoli) è arrivato in finale al Premio Mattarella, dopo una selezione con centinaia di altri partecipanti, e alla fine si è classificato tra i primi due libri in assoluto. La consegna del premio è avvenuta nella “Sala Mattarella” del magnifico palazzo dei Normanni a Palermo, sede della Regione Sicilia. Insieme a Minari è stata premiata la giornalista de “La Repubblica” Federica Angeli, costretta a vivere sotto scorta per le sue inchieste sulle mafie a Ostia e a Roma.
«Il giorno in cui mi hanno telefonato gli organizzatori del premio non era una giornata facile – ha detto pubblicamente Elia Minari, emozionato, con in mano la pesante lastra di marmo del premio Mattarella – Quel giorno l’imputato Gaetano Blasco, nell’ultima udienza del processo Aemilia, aveva da poco pronunciato il mio nome e cognome, accusandomi di aver detto bugie con le mie inchieste sulla ‘ndrangheta. I giudici non gli hanno creduto: Blasco ha ricevuto condanne, in primo grado, per un totale di 38 anni di carcere; è l’imputato di Aemilia che ha ricevuto la pena più elevata».
Non è il primo premio ricevuto in Sicilia da Elia Minari: lo scorso 2 maggio l’Ordine dei giornalisti gli ha conferito il “Premio Francese”, intitolato al giornalista ucciso da Cosa Nostra nel 1979. Inoltre il 2 agosto a Messina ha ricevuto il “Premio Zappalà” e nella Riserva naturale dei Nebrodi gli è stato consegnato il premio “Testimone”, durante un evento pubblico organizzato dai poliziotti della scorta di Giuseppe Antoci che subì un attentato mafioso nel 2016. —
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