«Su Franceschini abbiamo già detto no voteremo Catellani»
Bonifica nel caos a pochi giorni dalle elezioni del presidente Cervi (Cia): «Non cambiano candidato all’ultimo momento»
«Franceschini è divisivo: noi votiamo Catellani. Il patto resta questo a meno che Coldiretti non ufficializzi un altro nome per la presidenza e a quel punto bisogna valutare il da farsi». Manca una manciata di giorni per l’elezione del presidente del consorzio Bonifica Emilia Centrale ma ogni certezza, nonostante il patto unitario già instradato, sembra ormai franare. Coldiretti avrebbe messo in soffitta il presidente in pectore, il reggiano Matteo Catellani, appoggiato anche dal blocco di Agrinsieme, vale a dire Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari e Legacoop con l’appoggio di Unindustria. Al suo posto vorrebbe riproporre Ugo Franceschini: benzina sul fuoco delle polemiche, visto che Franceschini era stato archiviato essendo stato a capo di una delle liste nella scorsa elezione, quella annullata per irregolarità e ricorsi a non finire.
La pace fatta tra i blocchi- Coldiretti da una parte e tutti gli altri sul fronte opposto - sembra però rotta. Il patto prevedeva Catellani presidente, mentre a Cia e Confagricoltura spetterebbero gli scranni di vice presidente: uno al presidente di Confagricoltura di Reggio Emilia, Marcello Bonvicini, e l’altro alla vice presidente della Cia di Reggio Arianna Alberici. Un patto che sta franando e assume contorni surreali. «Non vogliamo dare l’idea che si tratti di una questione di poltrone» dice Antenore Cervi, presidente della Cia di Reggio Emilia: «Purtroppo però sembra che ci sia nuova incertezza sulle nomine. Ma non è da parte nostra: noi, come Agrinsieme, confermiamo il nostro voto a Catellani». Lo stesso Cervi, però, sembra non chiudere del tutto la porta a novità dell’ultima ora, affermando che se ci fossero cambi in corsa dovrebbero essere almeno «ufficializzati dal Coldiretti». Segno che qualcosa si muove.
lettere e veti
La prova dello smottamento in corso è la lettera di pochi giorni fa mandata dal blocco più nutrito per ribadire il voto a Catellani. «Agrinsieme e Unindustria sono a confermare la loro intenzione a tener fede all’accordo sottoscritto dalle professionali agricole e condiviso dalla maggior parte delle associazioni extra agricole - hanno scritto e firmato i presidenti delle sigle - Riconfermiamo pertanto il nostro appoggio alla sua candidatura come presidente della Bonifica dell’Emilia Centrale in rappresentanza della sua associazione». Di tutta risposta, però, Catellani scrive dicendo loro di «contattare la mia associazione, Coldiretti, con la quale avete sottoscritto l’accordo sul consorzio di bonifica, organizzazione che mi ha candidato e alla quale ho dato la mia piena adesione». Come dire che quanto accade sta passando sopra la sua testa: meglio chiarirsi al giusto indirizzo.
IL CONSIGLIO
A meno che non ci siano nuovi colpi di scena, il 30 novembre sarà il giorno in cui si dovrà votare la nuova presidenza dopo il commissariamento regionale del consorzio che ha caratterizzato 2 anni e 9 mesi di amministrazione dell’ente. Il nuovo consiglio di amministrazione è stato convocato in prima seduta venerdì prossimo e in quell’occasione il commissario bolognese Franco Zambelli dirà addio alla sede reggiana di Corso Garibaldi lasciando definitivamente la responsabilità della gestione e dell’indirizzo alla nuova governance, che fatica però a mettersi d’accordo. Ago della bilancia potrebbero essere i tre sindaci inseriti nel cda. Il sindaco di Vetto Fabio Ruffini, quello di Gualtieri Renzo Bergamini e l’assessore alle politiche ambientali del comune di Carpi Simone Tosi. Se mancherà chiarezza, l’impressione è che ci potrebbe essere il libera tutti, con la necessità di stabilire un nuovo patto. —
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