Valigia sospetta paralizza il centro Via Toschi chiusa per oltre due ore
Alle 9 interviene la polizia, evacuati bar e negozi. Alle 11.30 arrivano da Bologna gli artificieri: era un falso allarme
Un fuori programma spiacevole quello che si è verificato ieri, nel giorno della festa di San Prospero, nella centralissima via Toschi: la zona, nel tratto tra l’incrocio con via del Carbone e via della Croce Bianca esclusa, è stata evacuata. Sgomberati i bar e i negozi lungo la strada. Tutta colpa di una valigetta sospetta segnalata da una cittadina: due ore e mezzo di apprensione tra la gente, fino all’arrivo degli artificieri, per scoprire che la valigetta non solo non conteneva esplosivo, ma era completamente vuota. E innocua. Magari non proprio in linea con le norme del porta a porta e ancor meno con quelle dell’educazione.
L’Allarme
Sono le 9 quando una cittadina residente in via Toschi, uscendo di casa, nota vicino a un cestino dei rifiuti, di fronte alla Torre del Bordello, una piccola valigetta di plastica rivestita in metallo e incerottata. Pensa subito al peggio e decide di chiamare la polizia ma ancor prima di comporre il numero sul cellulare si imbatte in uno dei tanti agenti della Municipale impegnati nei controlli straordinari in occasione della festa del patrono. Preso atto del rinvenimento, la Questura, attivando il protocollo antiterrorismo, per prima cosa predispone l’intervento di interruzione della viabilità mettendo in sicurezza la zona isolandola con nastri segnaletici bianchi e rossi. Per poi fare intervenire da Bologna un’unità specializzata di artificieri. Intanto buona parte delle forze dell’ordine, una trentina di uomini tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale messi in campo proprio per garantire la sicurezza nel giorno di San Prospero, si concentra quasi esclusivamente in via Toschi.
APPRENSIONE
A ridosso della zona rossa sono in tanti i reggiani che arrivano, chiedono, commentano, se ne vanno. Altri, evidentemente più interessati al fuori programma che alle bancarelle già allestite nonostante la pioggia e l’aria che punge, restano indefessi in prima linea per seguire lo sviluppo della situazione. Alcuni commercianti hanno il proprio esercizio nella zona evacuata e aspettano. C’è chi già pensa alla mezza giornata persa e chi la prende con più filosofia: non resta che entrare in un bar fuori dalla zona rossa, prendersi un caffè e scaldarsi un po’. Come la proprietaria dell’outlet della Pellicceria Garavaldi: «Speriamo solo di non stare tutta mattina fuori al freddo... ma non penso proprio ci sia una bomba». Insomma, più che paura si respira insofferenza.
C’è anche chi parla di uno scherzo di cattivo gusto (“da prete”), ma la maggior parte della gente guarda l’orologio e aspetta. Più o meno spazientita. O rassegnata come la signora che abita al civico 5, è scesa un attimo per comprare una torta al forno sotto casa, e adesso tutta infreddolita si trova “sfrattata” in attesa che venga riaperta la via.
E, nell’attesa, dà spiegazioni dettagliate su quanto è successo a tutti quelli che passano e ancora non sanno della valigetta sospetta.
Lieto fine
Sono da poco passate le 11 quando da Bologna arrivano gli artificieri. A questo punto la gente viene fatta allontanare ulteriormente dalla zona rossa da parte della Municipale, che fatica non poco a frenare la curiosità delle persone che vorrebbe vedere all’opera gli artificieri. Che in realtà, dopo avere verificato con uno strumento a distanza se ci fossero tracce d’esplosivo, ed essendo il responso negativo, aprono la valigetta che si rivela vuota. Alle 11.30 via Toschi finisce di essere off-line.
Indagini
Di quanto accaduto è stato informato il pubblico ministero Isabella Chiesi in costante collegamento con le forze dell’ordine. È stata quindi interessata la Digos e, se sarà il caso, si potrà ricorrere alle telecamere. Quanto all’eventuale reato, non si può nemmeno ipotizzare il procurato allarme. L’uomo della valigetta avrebbe, nel peggiore dei casi, semplicemente violato le regole per una corretta raccolta differenziata. —
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