Pd, Prodi e Landini freddi sulle primarie
I due reggiani ieri ospiti di Lucia Annunziata su RaiTre L’ex premier non sa se voterà: «Non vedo programmi»
REGGIO EMILIA. Non poteva mancare un riferimento alla saggezza emiliana nella puntata di Mezz’ora in più, trasmissione di RaiTre condotta da Lucia Annunciata, che ha avuto ospiti l’ex premier ed ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi, e il candidato alla segreteria nazionale Cgil, Maurizio Landini.
IN ONDA
Una “staffetta” fra due reggiani, accomunati dalla critica al governo Lega-M5s e dal distacco manifestato verso il Pd. E se Prodi fa sapere di non aver deciso se voterà alle primarie («Adesso sono cattivo: vedo che si sanno i nomi delle primarie Pd ma non i programmi. E questo per me è un problema gravissimo»), la risposta dell’ex leader Fiom è più secca, ricordando di aver da sempre due tessere, Cgil e Anpi.
Politica a 360 gradi
Manovra, rapporti con l’Ue, il ruolo del lavoro. Sono alcuni temi affrontanti nelle due interviste. «Attenzione che, oltre all’Italia e all’Europa, c’è un terzo protagonista, il mercato – avverte Prodi in relazione ai rapporti fra il governo e l’Ue – C’è uno spread che va su e giù, ci sono investitori esteri che sono diffidenti e fondi che lasciano il Paese. Bisognerebbe avere serenità e un po’ di saggezza per evitare altri incidenti». E poi: «Saggezza vuol dire coerenza e un messaggio che viene capito, rapporti umani normali. Invece oggi c’è sempre qualche dichiarazione, qualche insulto». E ancora: «La risposta è semplice: negli altri casi nel passato s’è trattato: in questo caso s’è minacciato». È questa la risposta dell’ex presidente della Commissione Ue a chi si chiede se i governi passati, di centrosinistra, siano stati trattati meglio dall’Europa rispetto a quello attuale. Una stroncatura condivisa anche da Landini, per il quale quella varata dal Governo è «una manovra che, pur avendo elementi di novità, è inadeguata e sbagliata, che non affronta il problema di fondo di come far ripartire l’economia, rilanciare gli investimenti, creare lavoro». Per il candidato alla segreteria Cgil, il contratto di governo M5s-Lega viene portato avanti come «una lunga campagna elettorale che esautora il Parlamento ed esclude dal confronto le parti sociali». Non solo. È «un Governo che non si confronta, pensa di poter fare da solo», e così «va a sbattere. Ma il rischio è che porti l’Italia a sbattere».
il futuro
Quanto alla sua candidatura al vertice Cgil, Landini nega che sia una mossa per facilitare il dialogo con la politica dei movimenti? «Sono caricature – risponde l’ex leader della Fiom – Siamo arrivati al congresso con delle proposte da mettere in campo. Siamo un sindacato che ha una sua autonomia e ha un concetto molto preciso. E non giudichiamo positivamente quello che il nuovo governo sta avanzando». Anzi «giudico pericolose alcune cose che fa». E Prodi? Tornerà in politica? Risposta negativa: «Il mio mestiere è fare il predicatore, incidere sulla vita politica è compito dei protagonisti: uno sta o dentro o fuori, non si sta sull’uscio», afferma l’ex premier. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google