Blitz dei carabinieri forestali alla fiera Sequestrati uccelli protetti: sei denunce
Ritirati 71 volatili di cui 17 di specie esotica per un valore di 10mila euro. Espositori nei guai per illecita detenzione
REGGIO EMILIA. Un grande pappagallo di razza può costare 80mila euro. Ma a stupire di più, ancor di più, è un piccolo cardellino che può costarne oltre 35mila se ha doti canore fuori dal comune. Sono alcuni dei valori alle stelle dei volatili che fanno ben comprendere la “febbre” speculativa e l’interesse naturalistico che gira attorno alla 79esima Esposizione Ornitologica Internazionale, vanto delle Fiere di Reggio Emilia, evento di caratura europea sul quale - anche quest’anno - è stata rivolta l’attenzione delle forze dell’ordine in collaborazione con i vertici stessi dell’Esposizione, che hanno messo a disposizione anche un ornitologo ad hoc.
I carabinieri forestali hanno aperto un ufficio alle fiere e battuto palmo a palmo gli espositori, sequestrando così decine di uccelli e denunciando sei persone.
SPECIE PROTETTE
Gli espositori finiti nelle maglie dei controlli sono stati trovati in possesso di uccelli di specie protetta, catturati illegalmente e maltrattati apponendo loro anelli non conformi alla regolamentazione, per poi rivenderli a centinaia o addirittura migliaia di euro.
Così, sei persone - tutti espositori nella fiera che si è tenuta nei giorni scorsi - sono state denunciate dai carabinieri forestali di Reggio Emilia, accusate a vario titolo, di reati per contraffazione e uso abusivo di pubblici sigilli, illecita detenzione e commercio di avifauna protetta oltre che per acquisti di sospetta provenienza. Si tratta di cinque persone residenti nelle province di Ancona, Catania, Treviso e Latina, nonché un greco e un cittadino italiano residente nel cantone svizzero di Berna. Sono stati sequestrati 71 uccelli di cui 17 di specie esotica, tra cui cardellini, lucherini, passeri solitari, assioli (venduti mediamente a un prezzo di 500 euro, sprovvisti dei documenti di origine), peppole, usignoli giapponesi e verzellini europei, per un valore complessivo di circa 10mila euro. Conoscere l’origine degli uccelli è importante perché se sprovvisti dei documenti vuol dire che sono stati oggetto di cattura illegale. Alcuni anelli vengono inseriti poi con l’uso di vasellina per piegare le zampe. Alcuni uccelli - non tra quelli controllati - per ottenere un miglior canto, vengono addirittura accecati.
L’OPERAZIONE
Il blitz è stato effettuato nello scorso weekend dai carabinieri forestali reggiani, guidati dal tenente colonnello Sandra Di Domenico, assieme anche a militari dell’Arma specializzati nel settore faunistico del Veneto e con la collaborazioni di personale delle associazioni di protezione animali Lipu, Legambiente e Cites. Se si aggiunge un analogo sequestro compiuto lo scorso anno nell’ambito della stessa kermesse, sono 400 le specie di avifauna protette requisite per un valore di oltre 50mila euro. Gli uccelli sequestrati sono stati affidati al centro specializzato “Il Pettirosso” di Modena che provvederà alla liberazione in natura degli esemplari. Le indagini, affidate al sostituto procuratore Laura Galli, continueranno. —
E.L.T.
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