Iaquinta e i due Vertinelli trasferiti in altre carceri
Confermati quasi tutti gli arresti per associazione mafiosa del dopo-sentenza Solo Carmine Arena è tornato in libertà. La difesa: «Condannato ingiustamente»
Ad eccezione di un unico caso in cui si è arrivati alla liberazione, sinora sono arrivate solo “bocciature” da parte del Riesame di Bologna relativamente alle richieste di scarcerazione, inoltre alcuni detenuti sono stati anche trasferiti dal carcere di Reggio Emilia.
IN CELLA PER IL 416 BIS
Stiamo parlando di quanto accaduto il 31 ottobre scorso – giorno della storica sentenza di primo grado contro la ’ndrangheta al Nord – quando nelle ore successive sono scattati gli arresti per 15 condannati sino a quel momento a piede libero. Come da richiesta dei pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, è stato disposto infatti l’arresto immediato perché considerati elementi di spicco dell’associazione mafiosa, emersi con maggior vigore col procedere del processo. Una misura cautelare che era rimasta in sospeso al termine della lettura della sentenza. In realtà con un’ordinanza il presidente del collegio Francesco Caruso e i giudici a latere Cristina Beretti e Andrea Rat, avevano già accolto la richiesta della Dda. Dal giorno di questi arresti gli avvocati difensori si sono messi al lavoro per presentare in tempi rapidi altrettanti ricorsi al Riesame di Bologna. Una “pioggia” di impugnazioni che non ha portato a scarcerazioni. L’unica svolta è arrivata per il 35enne Carmine Arena – residente a Cadelbosco Sopra – che in primo grado è stato condannato a 12 anni e mezzo di reclusione per associazione mafiosa (per l’accusa è un affiliato del clan, in contatto in particolare con Roberto Turrà e Gaetano Blasco).
IN LIBERTÀ
La Corte di Aemilia aveva disposto per lui gli arresti domiciliari e su questa misura restrittiva ha fatto ricorso il difensore Laura Ferraboschi ottenendo pochi giorni or sono, per il suo assistito, la liberazione. «Non conosco ancora le motivazioni della decisione – spiega l’avvocato Ferraboschi – comunque sono soddisfatta perché non sussistono le esigenze cautelari. Quella di Arena è una vicenda delicata, la sua è una condanna immeritata». Restano dentro e sono stati trasferiti in altre strutture carcerarie nomi “eccellenti” del maxiprocesso: Palmo Vertinelli è ora in cella a Torino, il fratello Giuseppe Vertinelli a Teramo, Giuseppe Iaquinta a Voghera. Reclusione confermata per Eugenio Sergio, Alfredo e Francesco Amato (quest’ultimo latitante per 5 giorni per poi ricomparire con il clamoroso sequestro di persona alle Poste di Pieve Modolena). —
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