Gazzetta di Reggio

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L’INCONTRO 

«Primo, difendere i diritti per sconfiggere il populismo»

Nicole Nasi

Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, ieri al Gerra con il suo ultimo lavoro «Solo grazie all’attivazione della società civile la situazione potrà cambiare» 

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REGGIO EMILIA. È insito nella natura dell’uomo porsi delle domande, interrogarsi sul perché accadano certi avvenimenti e tentare di trovare soluzioni coerenti con ciò che si sta vivendo. Azione che ha interessato anche il libro di Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, dal titolo “Perché è successo qui. Viaggio all’origine del populismo italiano che scuote l’Europa”, edito da La Nave di Teseo, frutto del viaggio compiuto dallo stesso autore nel nostro paese durante questo periodo politico, e non solo, complesso e in continua evoluzione. Le pagine del libro, inoltre, sono arricchite da un occhio critico che non comprende solo il cambiamento italiano, ma anche il rapporto con le altre nazioni e le loro realtà che certamente non sfuggono a questa nuova ondata denominata “populismo”.

Si tratta di un concetto non nuovo e di non facile interpretazione sotto certi aspetti, nonostante ciò ci sono tre fattori che palesemente si possono riconoscere nell’eccezione italica, come sottolineato da Molinari: la diversità economica data dall’avvento della globalizzazione, la questione migranti che deriva dalla crisi siriana e infine la corruzione, elemento strutturale della vita del nostro Paese; ognuno di essi affrontato singolarmente potrebbe essere gestito, ma la simultaneità ha investito il clima presente sul nostro territorio, tanto da sviluppare un senso di aggressione ed esigenza di protezione non capito dai partiti tradizionali, insito invece nella narrazione del M5s e della Lega durante il periodo elettorale precedente al 4 marzo.

Il politologo reggiano Massimiliano Panarari ha sottolineato come il volume sia una presa diretta degli avvenimenti e di come si senta l’influenza dell’ex consigliere della Casa Bianca Steve Bannon, il quale ha teorizzato che l’Italia sia il laboratorio della rivoluzione nazional-populista.

A ciò Molinari ha risposto: «C’è uno schiacciamento della fascia media, dato dai tre fattori cardine presenti tra le pagine del libro. La tesi sostenuta dal politologo americano non è da escludere. C’è una divisione tra nord e sud caratterizzata da crisi soprattutto identitaria, come dimostra la frammentazione elettorale scorsa». Un fenomeno che si impossessa del web attraverso modi differenti, che cambia linguaggio e cela la memoria.

La domanda che è sorta spontanea ad Andrea Costa, segretario provinciale Pd, è stata quindi relativa alla possibile soluzione di questa situazione, a cui il direttore de La Stampa ha chiaramente risposto: «L’unico modo per sopperire a questo bisogno di protezione, nonché alla sconfitta del fenomeno politico populista, è la difesa dei diritti. Diritti che cambiano col cambiare della società e che oggi vedono in prima linea le donne. Sono ottimista e credo fermamente che solo attraverso corpi intermedi che nascono dalle istanze dei diritti accompagnati dall’attivazione della società civile si potrà cambiare. Poco efficace ora è l’azione della Chiesa e dei partiti tradizionali, centrale la cooperazione europea». —

Nicole Nasi

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