Reggio Emilia: dopo il crac della coop San Prospero riparte il dialogo con i soci
Ieri la mobilitazione di Federconsumatori davanti alla sede di Confcooperative, promessa entro l’anno una nuova proposta sul prestito bruciato di 800mila euro. L’obiettivo delle coop San Prospero e AB3 è recuperare almeno il 40% dei risparmi
REGGIO EMILIA. Il presidio di protesta di una trentina di soci delle due cooperative San Prospero e AB3, (associate a Confcooperative) che si è svolto ieri mattina in Largo Gerra davanti alla sede provinciale di Confcooperative un primo risultato l’ha ottenuto.
Una delegazione di tre soci (in rappresentanza della cinquantina di soci che hanno preso il proprio prestito sociale per un importo pari a 829mila euro) accompagnata dal presidente provinciale di Federconsumatori Rino Soragni, è stata ricevuta dal presidente provinciale di Confcooperative Matteo Caramaschi e dal direttore generale Giovanni Teneggi.
Un incontro e un confronto a lungo atteso, al termine del quale i vertici di Confcooperative si sono assunti l’impegno di dare una risposta alle richieste avanzate dai soci entro la fine del 2018.
L’obiettivo dei soci prestatori delle due cooperative andate in dissesto è quello di recuperare almeno il 40% dei risparmi prestati negli anni alle due coop. Un risultato che sarebbe in linea con quanto avvenuto per i soci delle cooperative aderenti a Legacoop. I soci prestatori della San Prospero e della AB3, invece, fin dall’inizio si sono trovati di fronte a una sola e unica proposta arrivata da Confcooperative: la restituzione nella misura massima dell’8-10 % del capitale versato.
Con il presidio e l’incontro di ieri si sono riallacciati i rapporti interrotti fin dall’estate scorsa, quando Confcooperative formulò una proposta di indennizzo ai soci (e inviata solamente alla Provincia di Reggio e all’allora presidente Giammaria Manghi) senza alcun confronto.
I soci prestatori, dopo averla letta e giudicata “inaccettabile e un insulto alla miseria”, nelle settimane successive, viste le difficoltà a dialogare con Confcooperative, si sono rivolti a Federconsumatori, sostenendo fin dall’inizio «di non essere degli speculatori, ma dei risparmiatori traditi».
A rinfocolare la rabbia dei soci di San Prospero e AB3 sono stati poi anche i dati forniti dal presidente di Confcooperative provinciale Matteo Caramaschi, che aveva sottolineato il buon stato di salute sul piano economico e occupazionale della galassia cooperativa affiliata a Confcooperative, glissando però sulla mancata restituzione degli 829mila euro di prestito sociale ai soci delle coop San Prospero e AB3. Una cifra che potrebbe essere anche superiore, in quanto non è ancora definitivo l’elenco di tutti coloro che vantano crediti a oggi inesigibili.
Dopo l’assemblea dei soci prestatori, che ha dato mandato a Federconsumatori di puntare a una restituzione del prestito sociale almeno del 40%, si è arrivati all’incontro di ieri che apre qualche spiraglio per i soci prestatori delle coop AB3 e San Prospero. Quest’ultima era una cooperativa edile entrata in liquidazione coatta amministrativa nel 2015. Per anni la coop ha destinato il prestito sociale raccolto negli anni al reinvestimento in alloggi. A far saltare il banco è stata la speculazione tentata al Parco Ottavi che ha avviato il dissesto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
