Reggio Emilia, nasce il Polo delle Arti: da idea a progetto
Prevista la collaborazione tra Fondazione I Teatri, Istituto di studi musicali Peri-Merulo e Fondazione Nazionale della Danza
REGGIO EMILIA. “L’unione fa la forza” non è un semplice motto, ma può diventare un progetto, un’occasione per ampliare i propri orizzonti e raggiungere nuovi e importanti obiettivi. Proprio seguendo questo concetto è stato firmato ieri, nella Sala Rossa del Comune di Reggio Emilia, il protocollo d’intesa che ha dato vita al Polo delle Arti della nostra città.
In principio si trattava di un’idea astratta, ora è un vero e proprio progetto che prevede l’unione e la collaborazione artistica tra i tre punti di riferimento della cultura reggiana: la Fondazione I Teatri, l’Istituto Superiore di Studi Musicali Peri-Merulo e la Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, insieme al Comune di Reggio Emilia.
L’intesa che si è tradotta nella firma del protocollo parte da una riflessione insieme politica e progettuale attorno ad alcune questioni non nuove ma che rimangono irrisolte, ad esempio in che maniera offrire occasioni d’incontro con esperienze artistiche a più livelli integrandoli tra loro, oppure cosa significa rivolgersi ad una città con un’offerta culturale che non si limiti alla sola programmazione delle opere nei luoghi deputati.
A fronte di ciò le associazioni culturali e le istituzioni hanno deciso di fare fronte comune per sopperire a questa urgenza e quindi dare risposte al bisogno crescente di incontro e dialogo, partendo dalle singole esperienze per arrivare a costruirne di nuove. L’obiettivo di questa operazione è da un lato quello di mantenere elevata la qualità e l’attrattività che già caratterizzano il solido panorama artistico reggiano, dall’altro di sviluppare le potenzialità ancora inespresse di “fare sistema” da parte di un tessuto culturale dinamico, così da divenire un punto di riferimento che sia non solo territoriale ma anche nazionale.
«Il Polo della Arti è il risultato di un percorso già avviato con i direttori delle associazioni culturali precedenti – spiega Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia –. In diversi ambiti abbiamo dimostrato come città la capacità di fare sistema e anche in questo caso, grazie alle eccellenze presenti, è nato qualcosa di nuovo che sicuramente presenterà delle sfide stimolanti».
Ad essere valorizzate non saranno solamente le performance che i diversi soggetti metteranno in campo attraverso collaborazioni reciproche, ma soprattutto le potenzialità che i giovani artisti reggiani hanno e stanno dimostrando attraverso le manifestazioni che si sono svolte negli ultimi anni. In concreto verrà stimolata la didattica di ogni scuola, non solo quelle prettamente di stampo artistico. In campo culturale, attraverso iniziative e laboratori, verranno creati percorsi formativi per preparare gli artisti ad affrontare un eventuale debutto come professionisti in questo mondo e si tenterà di mettere in dialogo questi con la città.
Il quartier generale del Polo delle Arti saranno i restaurati Chiostri di San Domenico. «Si tratta di un luogo di riferimento – spiega Raffaella Curioni, assessore all’Educazione e alla Conoscenza di Reggio Emilia –. Uno degli obiettivi è quello di arrivare in altri siti della città anche grazie alle collaborazioni previste con altri soggetti culturali presenti sul territorio, per portare l’arte in ogni angolo e far vivere ad ogni cittadino esperienze uniche».
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