Gazzetta di Reggio

Reggio

correggio 

Dieci parenti di Youness sono parti civili

Ambra Prati
Dieci parenti di Youness sono parti civili

Processo per la morte del marocchino colpito con un pugno in faccia, i famigliari hanno ottenuto una procura speciale

2 MINUTI DI LETTURA







Una decina di famigliari di Youness El Idrissi, il 37enne marocchino morto il 5 settembre 2017 dopo aver preso un pugno in strada, si sono costituiti parte civile, tramite una procura speciale necessaria perché i consanguinei (genitori, fratelli e sorelle) sono residenti all’estero.

parti civili

La procedura, che ha presentato difficoltà amministrative, ha occupato l’udienza lampo di ieri, svoltasi in tribunale davanti alla Corte d’Assise, presieduta da Simone Medioli Devoto, a latere il giudice Sarah Iusto.

Per quel decesso controverso è accusato di omicidio preterintenzionale il siciliano 33enne Sebastiano Mirabito, ieri presente in aula accanto all’avvocato difensore Daniele Pellacani, così come ha voluto assistere anch il fratello 48enne della vittima, che nella precedente udienza aveva ricordato Youness El Idrissi come «un bravo ragazzo».

il pugno in faccia

La sera del 4 settembre, in via Roma a Correggio, El Idrissi ricevette un pugno che lo fece cadere.

Portato in ospedale, il ferito pareva essersi ripreso, ma poiché arrecava disturbo intervennero i carabinieri, che di fronte alla sua reazione violenta (un militare venne ferito) lo arrestarono. Nella tarda mattinata del giorno dopo, 5 settembre, Youness fu trovato agonizzante nelle camere di sicurezza del comando dell’Arma. Morì poco dopo.

l’emorragia

L’inchiesta vuole dimostrare che a causare il decesso fu un’emorragia interna provocata dal pugno e dalla testa sbattuta al suolo. La consulenza disposta dal pm Giulia Stignani punta sul filmato-chiave delle telecamere di via Roma, che ritraggono Youness prima schiaffeggiare un nordafricano con il quale discuteva, poi ricevere uno spintone e il pugno dell’imputato. Prima di colpirlo, Mirabito fece finta di tirare un calcio nei genitali al marocchino, che si piegò in avanti e venne preso in pieno al volto.

I testimoni

Ieri la corte si è limitata ad ammettere la lunga lista di parti civili, rappresentate dall’avvocato Vainer Burani, e ad ammettere la documentazione probatoria sia della difesa sia dell’accusa.

La prossima udienza è stata fissata per il 14 gennaio 2019, quando inizierà la sfilata dei testimoni all’accusa, che in gran parte coincidono con quelli della difesa: diversi carabinieri, il personale sanitario della Croce Rossa che prestò i primi soccorsi al ferito, altri militari che custodirono la vittima nelle celle di sicurezza del comando provinciale di corso Cairoli. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google