Fondazione Manodori contro il bullismo al fianco delle scuole
REGGIO EMILIA. Uno degli obiettivi principali messi nell’Agenda 2030 dall’Onu e contenuto nel piano per l’educazione del Miur è quello di sopperire ai recenti, e sempre più diffusi, fenomeni di...
REGGIO EMILIA. Uno degli obiettivi principali messi nell’Agenda 2030 dall’Onu e contenuto nel piano per l’educazione del Miur è quello di sopperire ai recenti, e sempre più diffusi, fenomeni di bullismo, cyberbullismo, disagio e abbandono scolastico. Avvenimenti frequenti anche nelle scuole del nostro territorio, motivo di preoccupazione da parte dei docenti e dirigenti, che insieme hanno lavorato e lavorano per dare risposte concrete e soluzioni. Proprio in merito a ciò ha preso vita l’iniziativa Progetto 2030, finanziato dalla Fondazione Manodori e sostenuto da tutti gli istituti comprensivi di Reggio, che ha lo scopo di rafforzare gli strumenti già in atto e promuovere gli interventi di informazione e consulenza, di occasioni di approfondimento e di conoscenza rivolti a studenti, famiglie e personale scolastico.
«È fondamentale orientare i ragazzi e arginare situazioni di conflitto, aggressività, smarrimento e vulnerabilità — dichiara Gianni Borghi, presidente della Fondazione Manodori — Sono fenomeni in aumento che non vanno sottovalutati. I giovani sono una risorsa e per questo vanno accompagnati nel loro percorso di crescita».
Proprio la parola “percorso” viene ripresa per presentare gli incontri che ogni lunedì dal 17 dicembre al 13 maggio, in tarda serata, verranno effettuati in 12 istituti reggiani per parlare di queste tematiche di disagio con studenti, genitori, insegnati e psicologi professionisti. «Diverse scuole da diversi anni hanno sperimentato lo sportello d’ascolto — spiega Anna Maria Corradini, dirigente dell’Istituto comprensivo Pertini 1 di Reggio Emilia — È un servizio che funziona, ma che purtroppo non sopperisce totalmente a queste problematiche. Bisogna seguire il cambiamento, condividere regole e valori, tenere conto delle vecchie e delle nuove fragilità che insorgono. La costruzione di relazioni positive porta ad una rete d’intesa che favorisce il benessere scolastico e non solo. L’orientamento e i social saranno oggetto dei primi incontri, spartiacque di tematiche più complesse». —
N.N.
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