L’edicola sfrattata dalla piazza chiude per sempre l’attività
La commerciante non ha trovato alternative possibili dopo che il Comune ha negato la possibilità di concedere altri spazi pubblici al chiosco
castelnovo sotto. L’edicolante ha per le mani un documento firmato dalla Soprintendenza che dava l’ok alla spostamento dell’edicola in un’altra piazza rispetto all’attuale piazza Prampolini. Era il risultato del primo incontro che ci fu con la precedente amministrazione comunale. Poi, dal secondo incontro, cambiò tutto. Per questo non passa l’amarezza per la decisione del Comune di Castelnovo Sotto di non concedere altri spazi. Quindi, l’Edicola Laura chiude. Ormai la decisione è presa. Il 30 novembre – data ultima per rimanere sulla piazza ormai trasformata in un cantiere per il rifacimento della stessa – è domani. E la commerciante, Laura Cocconcelli, ha già detto ai fornitori che la decisione è presa. In questi giorni, dopo che la decisione della giunta Monica di non concedere altri spazi in concessione per un’attività di edicola col chiosco è diventata di dominio pubblico, sono state tante le attestazioni di solidarietà. E anche il consigliere comunale della Lega, Roberto Cocconi, si è mosso con una mozione per chiedere una proroga, magari in attesa che l’edicola potesse trovare spazio in un negozio sotto i portici. Che, stando ai comunicati ufficiali, sarebbe stato anche l’auspicio del Comune, nel momento in cui ha deciso di togliere l’edicola da piazza Prampolini non prorogando la concessione e facendo riferimento a vincoli dei Beni culturali.
«Ma questa opportunità non esiste – spiega Laura Cocconcelli –. Ci siamo informati ma i prezzi per comprare sono troppo alti, e a quasi 56 anni non me la sento di impegnarmi in questo modo. Lo stesso dicasi per l’affitto: 800 euro sono troppi per un’attività di vendita di giornali, con gli andamenti che ci sono. Io l’investimento l’ho fatto 14 anni fa quando ho comprato l’edicola. Pensavo di poter andare avanti fino alla pensione, e invece non sarà così».
Che cosa riserva il futuro, la commerciante non lo sa. «Vedremo ora cosa fare per arrivare alla pensione, ma di trovare un lavoro in fabbrica alla mia età non se ne parla – commenta sfiduciata –. Mi piange il cuore, anche per i clienti». —
El.Pe.
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