Sindaco e anche presidente «Ma il basket non lo lascio»
Da quando aveva 5 anni gioca nel club del suo paese. «Così scarico le tensioni Il concetto di squadra è un elemento imprescindibile, in campo come nella vita»
CASTELLARANO. Per Giorgio Zanni, trentenne sindaco di Castellarano e, dal 31 ottobre scorso, decimo presidente della Provincia di Reggio Emilia dal Dopoguerra, le giornate sono decisamente lunghe. A riempirle ci sono, infatti, le agende di Comune e Palazzo Allende, già piuttosto intense, ma anche il calendario del campionato provinciale di Prima divisione di basket. Girone B, per la precisione, quello che vede impegnata la Fts Pallacanestro Castellarano, società nella quale Zanni, sin da bambino, ha mosso i primi passi sotto canestro e dove, da sindaco-presidente, continua a giocare come guardia.
IL CONCETTO DI SQUADRA
Anche venerdì sera, dopo una intensa giornata avanti e indietro tra Reggio e Castellarano nella doppia veste istituzionale, Zanni è riuscito ad essere puntualmente in campo per sfidare, sul parquet della Canalina, la capolista Us Reggio Emilia nel big-match della quarta giornata.
«Giocare è una piccola parentesi per scaricare le tensioni. In più, rimango molto legato a tutti i miei compagni di squadra, quelli storici come quelli più recenti – spiega Zanni –. Il concetto di squadra è un elemento imprescindibile, in campo ma ancor più nella vita».
Prima dell’altra sera, la Fts Castellarano era incappata in due sconfitte (entrambe in casa, contro il Basket Reggio e contro Correggio, quando non sono bastati 14 punti di Zanni) e nella vittoria di Suzzara. Una di quelle trasferte di cui parlare per anni, nei ritrovi in pizzeria post-partita, come solo chi bazzica i campionati non professionistici può comprendere. Intanto perché andare in una provincia che non è la solita Reggio Emilia o Modena, ha di per sé un vago sapore da EuroCup, così come gli spalti del palasport, che registrano il pubblico delle grandi occasioni proprio perché – in un uggioso venerdì sera di novembre – a Suzzara una partita di Prima divisione di basket è una grande occasione. Poi perché, in terra mantovana, i gialloblù si presentano solamente in otto, come può succedere se di mestiere non fai il giocatore di basket e, in un giorno lavorativo, devi trovarti alle 20.30 di sera in una palestra che sta ad almeno un’ora e mezzo di macchina da casa o dall’ufficio.
LA BOMBA DECISIVA
Nonostante il roster ridotto all’osso – con il play Casali a fare da allenatore-giocatore – e un -4 all’intervallo lungo, i gialloblù recuperano e vincono di due (59-61) grazie ai rimbalzi di Casolari e a una tripla di Zanni nel finale.
Sono proprio partite come questa che fanno sì che si continui a giocare (a basket, pallavolo, calcio, non importa) fin quasi a mezzanotte e finanche a Suzzara, anche quando l’età non è più da giovanili e gli impegni – al lavoro, in famiglia o, appunto, in politica – sembrerebbero allontanarti dal campo.
25 ANNI DI BASKET
Così, nello spogliatoio gialloblù, nessuno dubita che il sindaco-presidente farà tutto il possibile per continuare a garantire il proprio contributo alle partite di campionato. Con quella maglia, del resto, Zanni gioca praticamente da un quarto di secolo. Ha iniziato a 5 anni e nella Pallacanestro Castellarano ha fatto tutta la trafila, dal minibasket alla prima squadra, con una breve parentesi di là dal Secchia, sei anni fa, con Sassuolo, nel campionato di C2.
«Assieme a qualche riconoscimento vinto da ragazzino e una finale di Promozione, giocare un campionato insieme con chi aveva davvero assaporato parquet ben più blasonati è stata forse una delle più belle soddisfazioni con la palla a spicchi», dice Zanni. Che da ragazzo, dal 2004 al 2011, è stato anche allenatore di diverse formazioni del Castellarano, dal minibasket all’Under 16, fino al 2011, quando gli impegni istituzionali per la comunità castellaranese lo hanno allontanato dalla panchina (ma pare proprio non dal campo). E se oggi gli si chiede se sia più complicato gestire uno spogliatoio o un consiglio comunale, non ha dubbi: «Uno spogliatoio di ragazzi è molto impegnativo e richiede grande responsabilità, presenza e costanza... Così come lo è rappresentare e cercare di lavorare ogni giorno al meglio per la propria comunità», sorride.
Non ha dubbi nemmeno nell’indicare il suo giocatore-mito in “Manu” Ginobili da Bahía Blanca, formidabile guardia italo-argentina di origini, ma purtroppo soltanto albiceleste di maglia, come ben ci ricordiamo dalla finale olimpica di Atene 2004, quando l’Italia di Basile e Bulleri si arrese proprio ai suoi 6 assist e ai 25 punti di Scola. Giocatori e partite che magari non passeranno alla storia come la vittoria della Pallacanestro Castellarano a Suzzara, ma quasi… —
Paolo Ruini
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