Una città fondata su quelle acque fertili deviate nel 1226
REGGIO EMILIA. La nostra città, chiamata Regium Lepidi in onore del console Marco Emilio Lepido, fu fondata sulla sponda destra del torrente Crostolo. L’oppidum romano aveva una pianta quadrata che...
REGGIO EMILIA. La nostra città, chiamata Regium Lepidi in onore del console Marco Emilio Lepido, fu fondata sulla sponda destra del torrente Crostolo. L’oppidum romano aveva una pianta quadrata che insisteva sulla parte più interna dell’attuale centro storico.
Il torrente la lambiva lungo un percorso coincidente con via Ludovico Ariosto e corso Garibaldi. Dopo l’anno Mille anche a Reggio Emilia si verificò una grande espansione urbana, che si protese sulla sponda sinistra del Crostolo. Quindi il Comune all’inizio del Duecento edificò una nuova più ampia cinta muraria esagonale sul margine interno dell’attuale circonvallazione.
A differenza della città di Parma, che mantenne il suo torrente all’interno delle mura, Reggio Emilia nel 1226 deviò invece il Crostolo all’esterno, lungo l’attuale viale Timavo. Il vecchio alveo coperto di ghiaia diede il nome alla strada sinuosa, il corso della Ghiara, coincidente con esso.
Non c’è da meravigliarsi, perciò, se scavando sotto l’asfalto e le vecchie pavimentazioni si ritrovano la ghiaia e i ciottoli del torrente.
Il Crostolo, poi, subì un’ulteriore deviazione dopo la sostituzione delle mura medievali con i possenti bastioni rinascimentali. Li aveva fatti erigere nel 1551 il duca Ercole secondo ordinando la Tagliata, cioè la demolizione dei sobborghi nel raggio di un miglio.
Quindi nel 1570 il torrente venne incanalato lungo l'attuale alveo a partire dal ponte di San Pellegrino. —
L.S.
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