Gazzetta di Reggio

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«Aemilia è solo l’inizio La lotta deve continuare»

Nicole Nasi
«Aemilia è solo l’inizio La lotta deve continuare»

Il procuratore Nicola Gratteri all’ultimo incontro dell’anno di “Noicontrolemafie” «Le nuove generazioni devono capire che la malavita può essere sconfitta»

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Negli ultimi anni la parola “mafia” è entrata stabilmente nel vocabolario della nostra provincia. Eppure c’è stato un tempo nel quale sembrava un fenomeno distante dalla realtà del nord Italia, un tratto tipico delle zone del Meridione. L’operazione Aemilia e i successivi processi che si sono svolti a Reggio e Bologna hanno cambiato drasticamente questa percezione.

Un contributo alla consapevolezza è stato dato anche dal Festival della legalità “Noicontrolemafie” (giunto alla ottava edizione) promosso dalla Provincia di Reggio in collaborazione con i Comuni e diretto dallo storico dei fenomeni criminali Antonio Nicaso.

Nell’ultimo appuntamento dell’anno, svoltosi ieri mattina all’hotel Mercure-Astoria di Reggio è stato affrontato il tema “Bambini, donne e falsi miti della mafia” attraverso la partecipazione attiva degli studenti degli Istituti superiori Matilde di Canossa, Chierici, Zanelli e Galvani-Iodi e gli interventi del neopresidente della Provincia Giorgio Zanni, dello stesso Nicaso, del procuratore capo della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri e del giornalista Bruno Palermo.

«Reggio Emilia è stata teatro di una sentenza importante, quella del processo Aemilia — ha detto il magistrato Gratteri —. Questo è stato solamente un punto di partenza, è quindi fondamentale organizzare e partecipati a incontri come quelli organizzati da “Noicontrolemafie”. Le nuove generazioni devono informasi e capire che è possibile sconfiggere la presenza mafiosa che inquina, sfatando miti e guardando la realtà. Noi lottiamo ogni giorno ed io personalmente sono in diretto contatto con tutte le procure d’Italia, per fare fronte comune. Possiamo operare però solamente su ciò che è sul tavolo ed è concretamente provato. C’è bisogno di fiducia, pazienza e costanza per migliorare le cose».

Consapevolezza

Lo scrittore Nicaso, autore con Gratteri di numerosi libri di grande successo, ha parlato della sua esperienza in terra reggiana. «Io e Gratteri siamo venuti circa 10 anni fa a Reggio Emilia a parlare dell’espansione della ’ndrangheta — ha detto Nicaso —. Abbiamo trovato tanto scetticismo e incredulità, poiché si pensava fosse impossibile che la malavita fosse arrivata fino al nord. Per prima cosa i mafiosi hanno si sono infiltrati nel tessuto economico. Quando lasciano le loro terre i mafiosi si trasformano in vere e proprie agenzie di servizi, che consente loro di entrare in contatto con la società civile. L’incontro di oggi, come i precedenti, deve essere un monito, un avviso a non perdere l’attenzione. La scuola fornisce gli strumenti per capire e scegliere da che parte stare. È fondamentale acquisire una capacità critica».

scuola di legalità

L’ottava edizione di “Noicontrolemafie” ha rappresentato un’ulteriore occasione di riflessione per gli studenti, molti dei quali hanno anche partecipato ad udienze del processo Aemilia.

Il fenomeno mafioso è ancora avvolto da equivoci e incomprensioni. Nell’ultimo incontro di ieri gli interlocutori hanno cercato di sfatare alcuni miti ed errate convinzioni riguardo questa realtà. —



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