Gazzetta di Reggio

Reggio

CORREGGIO 

Al via una raccolta di firme contro l’impianto a biogas

Ambra Prati
Al via una raccolta di firme contro l’impianto a biogas

Il Coordinamento provinciale dei comitati ambiente: «Le 175 osservazioni sono una bocciatura non dichiarata». Iren chiede una proroga di 60 giorni

3 MINUTI DI LETTURA







Sul mega-impianto per la produzione di biometano di Iren a Gavassa, il Coordinamento provinciale dei Comitati ambiente e salute la prossima settimana aprirà una raccolta firme che sfocerà in una petizione ai tre sindaci interessati (Reggio Emilia, Correggio e San Martino in Rio) per rivedere il progetto e una contestuale richiesta di confronto pubblico. «Pare che il sindaco Luca Vecchi sia disposto a riceverci – dice uno dei portavoce del coordinamento, Emiliano Codeluppi –. Non c’è una data, ma solo un paio di dichiarazioni a voce riportate da Arpae. E si apprende che anche l’amministratore delegato Iren, Massimiliano Bianco, sarebbe disponibile al confronto. Bene, siamo a chiedere a mezzo stampa di poter svolgere un contraddittorio in pubblico, magari prima di Natale». Intanto pochi giorni fa è stata pubblicata sul sito della Regione la richiesta di proroga di 60 giorni da parte di Iren, che avrà tempo sino a fine gennaio per ripresentare la documentazione riveduta a fronte delle ben 175 osservazioni che l’Emilia Romagna ha messo in fila. «In pratica, una bocciatura non dichiarata», l’ha definita il coordinamento.

PIZZATA SOLIDALE

Mercoledì scorso in un ristorante di Lemizzone di Correggio 130 cittadini si sono ritrovati per una “pizzata solidale”: una raccolta fondi per sostenere le iniziative contro l’impianto che dovrebbe produrre biometano dai rifiuti provenienti da mezza regione. Secondo gli organizzatori, i partecipanti sono «persone dalle diverse sensibilità culturali e sociali, accomunate da una preoccupazione e da una visione diversa del rapporto col territorio. Ci siamo ritrovati per sostenere un’alternativa più sostenibile su come e dove trattare i rifiuti organici», spiega Codeluppi.

Con i fondi raccolti verranno organizzate «entro dicembre serate informative a Massenzatico e a Bagnolo. In gennaio il biologo Gianni Tamino e i dottori dell’Isde (associazione medici per l’ambiente) saranno a Reggio».

A CHE PUNTO E’ L’ITER

Sul mega-impianto – di cui si parla da anni, ma partito ufficialmente con la prima proposta progettuale nel 2017 – erano state raccolte 175 osservazioni (buona parte delle quali proprio dal coordinamento); rilievi correttivi riguardanti lacune di documentazione, l’impatto sulla salute e l’impiantistica. Ora Iren ha chiesto una proroga di 60 giorni. Per il coordinamento, le 175 osservazioni sono state «una batosta. Alcuni dei rilievi a nostro parere rimettono in discussione l’intero piano, perché l’azienda dovrà motivare sia il dimensionamento, sia la localizzazione scelta, anziché, ad esempio, un impianto più piccolo a Mancasale». Il coordinamento trova singolare che Iren non abbia optato per la proroga massima di 180 giorni, che avrebbe portato a maggio scavalcando le amministrative 2019. «L’impianto è tra Prato e Gavassa, ma nel territorio di Reggio. Il sindaco Vecchi è sicuro di andare avanti in campagna elettorale con un progetto impopolare?».

IL COORDINAMENTO

Il Coordinamento provinciale è formato da vari gruppi, tra cui Comitato Rolo Fabbrico, Comitato San Ruffino discarica Rio Riazzone, Comitato ecologicamente di Toano, Comitato fermare la discarica di Carpineti, Comitato provinciale acqua bene comune, Comitato per Gavassa, Rurali Reggiani, Lab AQ16, Casabettola, Comitato ambiente di Sesso e Area Nord, Collettivo nonviolento uomo e ambiente di Guastalla, Per esempio movimento cittadini a rifiuti zero di Casina, Comitato aria pulita di Cadelbosco, Radio Tab, Pollicino Gnus, Laboratorio Arsave, No Triv Reggio, Mamme No Biogas di Prato e San Martino. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google