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Cresce la protesta degli ambulanti esclusi da San Prospero

Luciano Salsi
Cresce la protesta degli ambulanti esclusi da San Prospero

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reggio emilia. Sale di tono la protesta dei 40 ambulanti esclusi dalla fiera di San Prospero e dei 70 trasferiti in una posizione meno visibile e appetibile. Il Comune aveva disposto con un provvedimento dirigenziale del 7 novembre il diradamento di molti banchi e il loro spostamento in zone meno centrali a causa dei motivi di sicurezza imposti dalla circolare Gabrielli, nonché dei lavori in corso in piazza Roversi e in piazza Gioberti.

Sono stati colpiti soprattutto i commercianti titolari di vecchie concessioni, depositari di una tradizione pluridecennale, mentre sono state risparmiate le associazioni del volontariato, le esposizioni degli hobbisti e le associazioni temporanee d’impresa che organizzano la festa patronale in via Emilia San Pietro, in via Roma e in via Emilia Santo Stefano.

Queste ultime, secondo gli esclusi, sono state privilegiate dal Comune alla pari di Com.Re, il Consorzio operatori mercati legato a Confesercenti che collabora con l’Ati di via Emilia Santo Stefano. «Le associazioni – spiega l’ambulante Susanna Bolognesi – partecipano agli incontri con il Comune ed erano da tempo a conoscenza della soppressione di tante postazioni, ma non si sono preoccupate di avvisarci. Io, come molti altri, ne sono stata informata soltanto tre giorni prima. Per partecipare alla fiera avrei dovuto sottopormi alla spunta, cioè aspettare con il furgone che i vigili mi assegnassero un posto disponibile. Avrei perso gran parte della mattina pur pagando la tariffa intera di 110 euro. Ho preferito rinunciare come tanti altri colleghi».

Non sono meno contrariati quelli che si sono adattati al trasloco: «Le concessioni della fiera – sbotta Andrea – costano da due a settemila euro, secondo la posizione. Alcuni ambulanti si sono trovati il posto soppresso, altri l’hanno visto spostato in posizioni a dir poco assurde, mentre queste fantomatiche associazioni continuano ad avere le proprie locazioni in posizioni più che buone. Un proprietario di concessione spende 95 o 110 euro. Gli espositori delle associazioni ne spendono 75 e sembrano pure immuni dalle leggi di sicurezza. Se queste valgono per corso Garibaldi, perché non dovrebbero valere per via Emilia Santo Stefano?». —

Luciano Salsi

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