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È morta a 60 anni Layla Davoli anima e cuore del Multisala

È morta a 60 anni Layla Davoli anima e cuore del Multisala

Era uscita di casa per la solita passeggiata ma è stata troncata da un malore Guidava il cinema dalla riapertura. Lascia il compagno ex sindaco Delmonte

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CAVRIAGO. «Non sono una che ama la moda, ma Giorgio Armani aveva ragione quando diceva: l'importante non è apparire ma essere ricordati. Credo avesse ragione. Le cose per me più belle sono i grazie di chi è passato di qua, degli insegnanti coi quali collaboriamo, i bambini che mi salutano per strada, i loro sorrisi quando escono da qui».. Parlava così, in una intervista alla Gazzetta nel 2016 in occasione dei vent’anni del Multisala Novecento, Layla Davoli, che del cinema di Cavriago dal 1996 era anima e cuore pulsante, oltre che amministratore delegato della cooperativa.

È morta ieri, strappata dall’affetto delle tante persone che le volevano bene da un improvviso malore, mentre era fuori casa, per la solita passeggiata mattutina. È stato il compagno di una vita e di tante passioni condivise - compresa quella per il Novecento - Vicenzo Delmonte, ex sindaco di Cavriago, a dare l’allarme preoccupato per il suo ritardo. È stata trovata senza vita nella campagne tra Cavriago e Villa Aiola dai carabinieri. Aveva 60 anni.

Ieri la notizia della sua improvvisa scomparsa si è diffusa tanto rapidamente quanto era conosciuto il suo nome. Per i più piccoli era “la signora del cinema”. Del resto era dal 1996 che il suo volto era legato alla sala cinematografica, quella che insieme al compagno Vincenzo aveva riaperto grazie all’iniziativa del sindaco di allora di far rivere quello che era stato il Cinema Teatro Nuovo.

«Era il ’94 quando se ne iniziò a parlare. A quel tempo era sindaco Ugo Ferrari e chiese a me e Vincenzo di pensare a questo progetto. Siccome abbiamo sempre creduto nel nostro paese e volevamo fare qualcosa di più per Cavriago, abbiamo accettato» raccontava ancora Layla in quella intervista.

Layla Davoli aveva iniziato a sette anni a servire ai tavoli della Gorganza, poi aveva gestito con il fratello la birreria Albatros in centro a Cavriago. Aveva lavorato come commercialista e dal ‘94 era stata impegnata in prima linea alla Festa dell'Unità, prima come contabile poi era passata in direzione fino al 2004.

I funerali non sono ancora stati fissati. —

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