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È morto “Pippo” Zanni, ex presidente della Scandianese

Nicolò Rinaldi
Giuseppe "Pippo" Zanni, morto a 88 anni
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Giuseppe "Pippo" Zanni, morto a 88 anni

Scandiano, "Pippo" se ne è andato a 88 anni. Alle 14 del 30 novembre il corteo funebra partirà dall'ospedale Magati

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SCANDIANO. Cordoglio unanime per la scomparsa di Giuseppe “Pippo” Zanni, avvenuta ieri all’età di 88 anni. Era uno tra i personaggi più rappresentativi della realtà scandianese, in particolare nel mondo sportivo e imprenditoriale. In ambito professionale, Zanni si occupava di scavi e movimento terra: nel corso degli anni la sua impresa ha saputo guadagnarsi una crescente e meritata credibilità. Tuttavia, molti all’ombra della Rocca lo ricordano anche per l'impegno calcistico: ha infatti rivestito la carica di presidente della Scandianese, fornendo un contributo di basilare importanza per favorire la rinascita del club.

«Poco prima che Zanni assumesse le redini della società, avevamo vissuto un’annata 1968-69 a dir poco negativa – ricorda Giovanni Tognoli, attuale presidente del sodalizio rossoblù –. La squadra aveva terminato il campionato con un -1 in classifica, record negativo che ha ben pochi eguali. Con i primi anni '70, la Scandianese iniziò a rialzare la testa sotto tutti gli aspetti: sportivo, societario e organizzativo. “Pippo” ha guidato il club per un decennio, dal 1973 in avanti: un periodo contraddistinto da stagioni di altissimo livello tecnico-agonistico, e anche da un rinnovato interesse del pubblico. Ricordo in particolare una sfida casalinga del 1975 contro il Brescello: finì 1-1 davanti a 2.000 spettatori. Inoltre, il nostro settore giovanile è nato proprio su iniziativa di Zanni: lui ne ha gettato le basi, in un periodo in cui l’attenzione verso il vivaio non era così elevata come oggi».

Zanni lascia la moglie Anna Maria Calvi, la figlia Cristina, il nipote Samuele, fratelli, sorelle, cognati e altri nipoti. Alle 14 idi venerdì 30 novembre il corteo partirà dall’ospedale di Scandiano per la chiesa di Chiozza e poi il locale cimitero. La famiglia ha invitato a devolvere offerte alla Fondazione Grade, per sostenere il Centro oncoematologico di Reggio.

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