Punto nascite, Ugolotti: «Si modifichino i numeri per i territori disagiati»
Castelnovo Monti. Anche la lista civica “Progetto per Castelnovo” interviene sul dibattito rilanciato attorno al punto nascite e lo fa per voce del consigliere Robertino Ugolotti.
«La nostra linea ha cercato di essere sempre coerente, anche quando poteva sembrare impopolare, ma nell'interesse della collettività. Abbiamo notato ultimamente interventi di esponenti politici nemmeno della montagna e che non si sono mai occupati del tema del punto nascite. Il sindaco Bini ha scritto e parlato con un funzionario del Ministero della sanità, nell’ambito della Commissione Aree Interne e si ha l’impressione leggendo le varie dichiarazioni che ognuno ha cercato di trovare in altri le responsabilità. Ora - sottolinea - noi abbiamo ammesso la sconfitta per non essere stati in grado di evitare la chiusura. La realtà che mi è sempre stata richiamata parlando del tema anche con l'ex Ministro Lorenzin era quella della sicurezza negli ospedali al di sotto dei 500 parti, e per dovere di cronaca Castelnovo quest’anno non arriva a 200 facendo i conti di tutti i nati in montagna. Ora la linea che ci siamo presi come impegno anche in campagna elettorale era quella di far modificare il Patto Stato–Regioni del 2010, riconfermato anche nel 2015. Quella della politica è l’unica strada percorribile per dare speranze e non effimere illusioni al nostro territorio sia sul punto nascite, sia sul futuro del Sant’Anna nel nuovo Pal, dove riconfermiamo i tre poli ospedalieri Guastalla –Reggio Emilia –Castelnovo Monti». Conclude Ugolotti: «Se vogliamo fare un passo in avanti e uscire dal politichese non serve trovare il nemico da incolpare, non serve sindaco Bini parlare con un funzionario, forse anche autorevole o appellarsi al buon cuore della Regione, che continua ad essere sorda, ma serve la politica. La nuova dirigenza della Provincia convochi il tavolo provinciale sanitario, preso atto che il nuovo governo ha una nuova disponibilità sui punti nascita, il Ministro convochi il patto Stato – Regioni e in quella sede chieda la modifica dei numeri delle nascite per territori disagiati». —
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