Ventenne a giudizio per violenza sessuale
Val d'Enza. la denuncia di una 15enne conosciuta sui social network. Il ragazzo: «Lei era consenziente». No del gup al rito abbreviato
VAL D’ENZA. E’ stato rinviato a giudizio per violenza sessuale aggravata dall’età della vittima, all’epoca dei fatti 15enne, un ventenne italiano di origini marocchine residente in un paese della Val d’Enza, accusato di aver stuprato una ragazzina adescata sul web. . Ieri, durante l’udienza preliminare che si è svolta nel tribunale di Reggio Emilia, l’avvocato difensore dell’imputato, Mario Di Frenna, ha chiesto il rito abbreviato condizionato all’audizione della ragazza, per poter interloquire con lei e avere alcuni chiarimenti, visto che la vittima non si è costituita parte civile e non è rappresentata da alcun legale.Ma il giudice dell’udienza preliminare, Giovanni Ghini, dopo essersi ritirato in camera di consiglio, ha rigettato la richiesta.
A questo punto il difensore del ventenne di origini marocchine ha quindi scartato il rito alternativo e ha optato invece per il procedimento ordinario. Il giovane sotto accusa si proclama innocente, ma dovrà affrontare il processo, che prenderà il via il 19 aprile dell’anno prossimo.
LA VICENDA. L’episodio, che ha avuto un prologo giudiziario nel giugno scorso, risale a tre anni fa. Una storia d’amore a distanza, quella tra la 15enne (anche lei italiana di origini marocchine) e il ventenne. Una relazione acerba iniziata tramite i social network, e passata in breve tempo dal virtuale ad una brusca realtà. Dopo un fitto scambio di messaggi via internet, infatti, l’affinità si è rivelata ben presto tale da portare i due giovani a fissare un primo appuntamento. Lui è andato a prendere lei a scuola, le ha proposto un giro in macchina verso Reggio Emilia e l’auto è entrata in autostrada.
LE DUE VERSIONI. E’ a questo punto che le versioni delle controparti divergono nettamente. Secondo la ragazza, la macchina sarebbe uscita dall’A1 al casello di Campegine-Terre di Canossa, si sarebbe diretta verso un hotel della zona di Sant’Ilario e, al rifiuto di lei di seguirlo nella camera d’albergo, lui avrebbe abusato della passeggera nel parcheggio interrato dell’hotel, consumando il rapporto sessuale nell’abitacolo. La vittima si sarebbe talmente spaventata da non fare parola con nessuno dell’accaduto; si sarebbe confidata solo in seguito con i genitori, che avrebbero fatto scattare la denuncia.
Una ricostruzione che la difesa contesta in toto, puntando sulla denuncia tardiva (la querela è giunta due anni dopo il fatto, sulla base di un accertamento medico disposto dai genitori della ragazza, che hanno appreso così dell’accaduto e le hanno chiesto conto del rapporto con l’imputato) e sul fatto che i due giovani avrebbero mantenuto un rapporto successivo alla presunta violenza. Da qui il respingimento di ogni addebito da parte del ventenne incensurato, che si è dichiarato innamorato all’epoca dei fatti. A suo dire, non ha mai costretto la ragazza con la forza, e quel legame sentimentale e sessuale sarebbe stato consenziente. —
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