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Aemilia, dopo tre anni Falbo va a processo

Enrico Lorenzo Tidona
Aemilia, dopo tre anni Falbo va a processo

Rinviato a giudizio per reimpiego l’imprenditore di Sorbolo considerato parte offesa nel dibattimento a Reggio Emilia

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REGGIO EMILIA. Prosegue l’intricata vicenda giudiziaria di Francesco Falbo nel processo Aemilia. Da indagato in attesa di rinvio a giudizio, era diventato nel frattempo parte lesa sempre nel processo contro la ’ndrangheta al nord, sentito anche come teste, destinatario di “consigli” da parte dei Sarcone sulle cose da dire in sede di deposizione. A distanza di quasi tre anni torna nel procedimento ma come imputato in forza del rinvio a giudizio del quale era in attesa dopo che la sua richiesta di patteggiamento era stata rigettata nel 2016 perché considerata non congrua.

L’imprenditore cutrese, residente a Sorbolo, era accusato fin da principio per reimpiego con l’aggravante mafiosa. Il rinvio a giudizio fu deciso per gli altri 217 imputati finiti nei due filoni del processo: chi nell’abbreviato a Bologna, chi nel dibattimento a Reggio Emilia. Ora un altro gup di Bologna, Franco Roberto Raffa, ha rinviato a giudizio Falbo, 53 anni, difeso dall’avvocato Simone Servillo. Tutto parte dall’affare Sorbolo, 40 appartamenti in costruzione (in tutto 5 condomini) in via Venezia nel comune parmense, dove i terreni erano di Falbo e sui quali si misero a lavorare diversi affiliati sotto l’egida del boss Grande Aracri, che poi estromisero Falbo stesso con tanto minacce e intimidazioni.

L’imprenditore si è costituito parte civile al processo Aemilia ma il collegio, formato dai giudici Francesco Caruso, Cristina Beretti e Andrea Rat, ha respinto la sua richiesta di risarcimento.

Ieri non sono stati chiesti riti alternativi e l’avvocato Servillo ha discusso con la fissazione poi del processo ad hoc a Reggio Emilia, dove a giugno 2019 verrà celebrato quindi l’ultimo capitolo del dibattimento di Aemilia, chiuso appena un mese fa.

Sempre ieri, con la pubblica accusa sempre rappresentata dal sostituto procuratore della Dda, Beatrice Ronchi, c’è stato il patteggiamento a un anno e quattro mesi – pena non sospesa – per Salvatore Ruggiero, altro imputato di Aemilia, la cui precedente richiesta di patteggiamento era stata respinta nel 2016. L’avvocato Carmine Migale ha ottenuto il nuovo rito con qualche modifica. Ruggiero, 58 anni, era accusato di intestazione fittizia in favore di Palmo Vertinelli, quest’ultimo tra i principali imputati già condannati in Aemilia. —

Enrico Lorenzo Tidona

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