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il consorzio dell’emilia centrale 

Catellani è presidente ma alla Bonifica la pace sembra lontana

Enrico Lorenzo Tidona
Catellani è presidente ma alla Bonifica la pace sembra lontana

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REGGIO EMILIA. Il consiglio di amministrazione è fatto ed è a trazione reggiana. La pace, invece, si vedrà. Ieri, infatti, con la prima seduta del comitato esecutivo del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, dopo tre anni è ufficialmente terminato il lungo commissariamento affidato a Franco Zambelli. L’ente era finito nella bufera per l’annullamento delle passate elezioni. Da lì l’impasse, la ricerca di una pace tra le associazioni di categoria che indicarono Matteo Catellani come presidente unitario, fino allo strappo al fotofinish con Coldiretti, che ha riproposto Ugo Franceschini - uomo della discordia - per lo scranno più alto. Una telenovela che ha sfibrato il patto, giunta ieri al termine con la nomina dell’organo di governo.

Alla lista Bonifica & Ambiente l’assegnazione di 19 seggi su 23 (più tre sindaci del territorio). La funzione di presidente va all’imprenditore reggiano Matteo Catellani (Bonifica & Ambiente, in quota Coldiretti, produttore di Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse), mentre Arianna Alberici (Bonifica & Ambiente, vice presidente della Cia di Reggio) e Marcello Bonvicini (Bonifica & Ambiente, presidente di Confagricoltura di Reggio) sono vice-presidenti. Ugo Franceschini viene comunque “ripescato” nel “cda” dove è stato nominato anche Tiziano Pattacini, presidente dei costruttori dell’Ance e vice presidente di Unindustria Reggio Emilia. Il neo presidente Catellani afferma che il «comprensorio idraulico molto vasto che tocca 4 province è bisognoso di una cura capillare, una pianificazione strategica e una manutenzione costante e quotidiana per quelle che sono le nostre competenze, dall’Appennino fino al Po».

Soddisfazione e distinguo dal blocco di Agrinsieme (Confagricoltura, Cia, Copagri, Agci, Confcooperative e Legacoop): «Siamo giunti a questi risultati – dice Erika Sartori – grazie al rispetto degli accordi sottoscritti che, sebbene abbiano subito qualche scossone, hanno mantenuto il loro valore». «Con la sua elezione – commenta Coldiretti Reggio Emilia, a sua volta sigla commissariata da alcuni anni – si chiarisce e si conclude finalmente una vicenda che era iniziata nel 2015 dopo l’annullamento delle elezioni che aveva visto prevalere la lista “Bonifica e Suolo” sostenuta dalla stessa Coldiretti». L’ascia non sembra del tutto sotterrata. —

Enrico Lorenzo Tidona

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