Gazzetta di Reggio

Reggio

giornata di sensibilizzazione 

I valori della disabilità raccontati ai ragazzi dell’Istituto Chierici

Roberto Fontanili
I valori della disabilità raccontati ai ragazzi dell’Istituto Chierici

Azzali, presidente di Ring 14, ha incontrato gli studenti «Un mondo che porta con sé una miriade di emozioni»

2 MINUTI DI LETTURA







Quanto è alto il rischio che una persona fragile o disabile possa essere vittima di bullismo? Come possiamo riuscire a comunicare con un nostro compagno che non parla? Quali di queste sindromi sono curabili e come? Sono state solo alcune delle tante domande che ieri gli studenti dell’istituto Chierici si sono posti e hanno posto a Stefania Azzali, presidente di Ring 14 (Onlus creata dai genitori dei ragazzi colpiti dalle sindromi del cromosoma 14) e di Casa Gioia (cooperativa nata a sostegno di ragazzi e adulti con problemi cognitivi di autismo) che ha dialogato e si è confrontata con i ragazzi sul tema della disabilità. È stata la lettura da parte di alcuni studenti di testimonianze di famiglie che vivono in prima persona le difficoltà di integrazione dei ragazzi disabili a fare da preludio all’incontro, che si è svolto al Chierici in occasione della Giornata mondiale della disabilità.

Un confronto aperto, ricco di spunti e riflessioni che ha coinvolto gli studenti, affiancati dai professori Lara Rovacchi e Ferdinando Bertocchi, partendo proprio dalle parole di Stefania Azzali, che ha aperto l’incontro raccontando la propria esperienza di genitore di un ragazzo con la sindrome Ring 14 (una malattia genetica rara che causa problemi dal punto di vista clinico e cognitivo).

«Ho voluto essere qui – ha spiegato – perché troppo spesso si parla della disabilità in modo scolastico e un po’ generico. In realtà è un mondo che porta con sé una miriade di emozioni belle e brutte, condivisibili con ognuno di voi». Dalle testimonianze di tanti genitori di ragazzi con fragilità, lette dagli studenti, in realtà è emerso un mondo complicato e complesso: un miscuglio di dolore, rabbia, tristezza, senso di impotenza, ma anche felicità, speranza, amore, gioia che fanno comprendere agli studenti, ha detto Stefania Azzali «come la disabilità sia parte della nostra vita quotidiana che occorre imparare a conoscere per saperla accogliere e gestire, senza negarla. E questo è il modo migliore per affrontarla in ogni situazione». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google