Polemiche su Bello Figo L’agenzia Mod replica: «Il concerto si farà»
SCANDIANO. «Il concerto di Bello Figo? La serata si farà». Non si placa la tempesta attorno all’annunciato e per ora annullato concerto di Bello Figo a Scandiano. Il rapper ghanese cresciuto a Parma – al centro di tante polemiche in questi anni legati ai suoi testi volutamente provocatori – avrebbe dovuto essere il nome di punta di una serata in programma venerdì 7 dicembre alle Fiere di Scandiano, organizzata dall’agenzia Mob.
Quando gli scorsi giorni le locandine dell’iniziativa hanno iniziato a circolare, sono partite le proteste di Forza Italia e poi di Forza Nuova: la formazione di estrema destra aveva annunciato la volontà di presenziare all’esibizione per protestare. Praticamente in contemporanea il Comune ha messo a tacere la discussione annunciando che non era stata concessa l’autorizzazione al concerto per questioni tecniche legate alle tempistiche: «Gli uffici hanno ricevuto richiesta informale martedì 27 novembre ma, non essendoci i tempi tecnici previsti da diverse normative per la presentazione della documentazione necessaria, la richiesta non è stata valutata ed è stato semplicemente comunicato ai richiedenti l’impossibilità ad autorizzare l’evento».
LA REPLICA
Tutto finito? Non pare proprio. Sulla propria pagina Facebook l’agenzia Mob conferma la volontà di ripresentare Bello Figo e in tempi rapidi, lamentandosi inoltre per il clima ostile e le reazioni. I toni sono durissimi: «In un posto dove il razzismo è all’ordine del giorno, la “determinazione” di pseudo partiti politici con mentalità cinica e arretrata fa bigottismo su organizzazioni di eventi per giovani per cercare di lucrare e crearsi pubblico di persone che condividono un’ideologia sbagliata». A questo, aggiungono: «Mettiamoci inoltre leghisti e compagnia bella che per una manciata di like e visibilità ci discriminano sui social». Mob non vuole mollare, quindi: «Hanno cercato di metterci i bastoni tra le ruote, ma non hanno capito che Mob è un movimento e potranno sputarci addosso qualsiasi offesa ma non ci fermeranno: la serata si farà e a breve comunicheremo dove si svolgerà e quando». Sul fronte opposto, per così dire, la consigliera comunale di Forza Italia Elena Diacci è intenzionata a presentare un’interrogazione a risposta scritta su quanto accaduto. Diacci contesta anche l’operato del Comune: «È molto strano che l'amministrazione con gran voce si discolpi di non aver mai dato le autorizzazioni ma la società Mob dichiari a mezzo Facebook che il concerto non è avvenuto per colpa “di persone che condivido un ideologia sbagliata e che hanno cercato di metterci i bastoni tra le ruote”». «Inoltre – afferma – lascia dubbi il modus operandi della pubblicizzazione dell'evento che ha visto un programma ben chiaro con orari, luogo, costo delle prevendite, ed eventualmente il costo del tavolo. Le stesse prevendite – conclude – che, come cita il programma, vengono vendute a mezzo blocchetto per 15 euro e che già stampate riportano la foto del rapper, il luogo, la data dell'evento a Capannoni Ente Fiera». —
Adriano Arati
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