Reggio Emilia, vendita della Artoni: ancora un mese per chiudere la trattativa
Prorogato fino al prossimo 31 dicembre il contratto d’affitto dei rami alla Fercam. Mameli (Filt-Cgil): «Spero che entro dieci giorni ci sia una soluzione positiva»
REGGIO EMILIA. «Spero e auspico che entro il prossimo 15 dicembre si abbia una definizione e che si arrivi presto alla migliore soluzione possibile per i lavoratori». Ancora una fumata grigia, con un altro mese di proroga del contratto d’affitto dei rami Artoni alla Fercam, dopo una prima proroga scaduta ieri. È quanto rende noto Cristina Mameli della Filt-Cgil, nell’ambito della procedura di cessione del complesso aziendale della Artoni Trasporti spa, in amministrazione straordinaria, e degli immobili di proprietà della Artoni Group spa, sempre in amministrazione straordinaria.
Sette le realtà imprenditoriali che hanno partecipato alla gara, presentando altrettante offerte vincolanti. E, il primo ottobre scorso, dopo l’apertura delle buste, è stata stilata anche una graduatoria, per il momento non resa pubblica sulla base di precisi accordi di riservatezza siglati nell’ambito della procedura. Il commissario straordinario, Franco Maurizio Lagro, insieme al comitato di vigilanza (composto dal presidente della Corte di Cassazione, Maurizio Fumo, dal dottor Alessandro Caroselli e dal Consorzio Carisma) e al ministero dello Sviluppo Economico hanno deciso di prendersi ulteriore tempo per concludere le trattative con il primo classificato.
Di conseguenza, è stato prorogato fino al 31 dicembre il contratto d’affitto alla Fercam: 14 filiali, da Brescia a Latina, dove lavorano circa 130 persone, passate sotto la gestione dell’azienda altoatesina, titolare dal 17 luglio scorso di un diritto di prelazione condizionato alla effettiva formulazione di un’offerta vincolante da parte di Fercam nell’ambito della procedura di cessione competitiva, per un prezzo non inferiore a 25,5 milioni di euro più Iva.
«Mi auguro che entro una decina di giorni si arrivi a un esito positivo», aggiunge Mameli. Il disciplinare di cessione consentiva agli offerenti di candidarsi per acquisire le 39 filiali del gruppo o una parte. Sul piatto anche il consistente patrimonio immobiliare di Artoni Group. «La migliore soluzione per i lavoratori è che la proposta vincitrice acquisti tutto il perimetro», conclude Mameli. Proprio per i lavoratori dell’Artoni, nei giorni scorsi è stato prorogato il ricorso alla cassa integrazione straordinaria fino al 19 aprile 2019, con lo scopo di coprire attraverso l’ammortizzatore tutte le fasi necessarie per ultimare tecnicamente la cessione.
Il rosso collezionato in cinque anni da Artoni Trasporti, dal 2011 al 2015, è in totale di 150 milioni. Su 1.600 creditori, 620 sono lavoratori o ex lavoratori. Di questi circa 150 sono reggiani, inseriti in un contesto aziendale che ha propaggini in tutta Italia. Tra i grandi creditori ci sono l’Agenzia delle Entrate di Roma (300mila euro), piccoli enti come il Comune di San Giuliano Milanese, che chiede 125mila euro per il mancato pagamento di Tia, Tares, Tari e Icp. Ci sono anche aziende reggiane come Coopservice (100mila euro), o le grosse banche come Credit Agricole, che ha fatto istanza per quasi 10 milioni di euro, mentre Unicredit reclama 2,5 milioni. Altri 2,8 milioni sono in capo all’Inps per mancato versamento di contributi.
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