L’addio di Burani «Non ho rimpianti Voglio tornare a fare cultura»
Il sindaco non si ricandida e si toglie i sassolini dalle scarpe «Partiti deboli, i politici di sinistra muoiono per fuoco amico»
cavriAgo. Sindaco, è stata dura prendere la decisione di non ricandidarsi nonostante abbia fatto un unico mandato?
«Non direi, perché ho amministrato la cosa pubblica per tanto tempo, quindici anni in totale, e perché ho sempre tenuto a mente quel che ha detto don Dossetti, e cioè che un incarico politico deve essere limitato nel tempo, altrimenti si rischia di perdere il contatto con la realtà».
Paolo Burani, sindaco di Cavriago dal 2014, prima vicesindaco e prima ancora consigliere comunale, ha affidato a una lettera aperta, indirizzata ai suoi cittadini e già pubblicata sul giornale online del Comune, “Paese nostro”, la scelta di ritirarsi dalla competizione elettorale per le Comunali del maggio 2019, che sta per entrare nel vivo.
Una lettera sincera, nella quale però si è anche tolto qualche “sassolino” dalle scarpe, in particolare nel punto nel quale parla delle fronde interne al suo partito, il Pd.
«La sincerità è nel mio modo di essere, ma nella lettera ho parlato di tante cose: del ruolo del sindaco, della comunità che muta, e non mi sembrava il caso, tra le tante cose che mi hanno indotto a prendere la mia decisione, di tacere sulla grande debolezza della politica e dei partiti. C’è una brutta usanza in questi ultimi anni, non solo a Cavriago ma diffusa in tutte le realtà italiane e a tutti i livelli della politica, e cioè quella di prendere di mira le persone che militano nello steso partito. A sinistra, ormai, i politici muoiono per fuoco amico».
Magari – e non sarebbe una novità – ha influito la sua provenienza dalla Margherita, della quale è stato anche segretario.
«Sicuramente c’è stata anche questa componente. Soprattutto durante i primi anni di mandato, di certo i più difficili, è mancato lo spirito di gruppo: la minoranza che non accettava di esserlo e, invece di lavorare per ottenere più consenso, si è messa di traverso. La situazione però è andata migliorando quando a capo delle segreteria cittadina è stata eletta Francesca Bedogni».
Sindaco, il partito ha già scelto il suo successore?
«Il partito è a conoscenza della decisione di non ricandidarmi dal giugno scorso. L’ho comunicato alla segreteria e all’assemblea degli iscritti. Il confronto con loro era un passaggio assolutamente necessario, e assieme abbiamo deciso il percorso da intraprendere. So solo che la segreteria ha sondato, e sta continuando a farlo, tante persone della comunità di Cavriago, sia interne al partito, sia esterne, e che non c’è la volontà di fare le primaria. A tempo debito la scelta cadrà sul candidato giusto».
Resterà in politica o si ritirerà a vita privata?
«Non ho ambizioni politiche, questo è sicuro. Mi piacerebbe, invece, rientrare nel modo della cultura. Io sono uno storico, ho lavorato per otto anni nel Museo Cervi occupandomi della storia locale, e spero di potermi impegnare di nuovo in quel settore. Sono convinto che di cultura ci sia tanto bisogno in questa fase storica, e che sia l’unica cosa che ci può salvare».
Qual è stata la cosa fatta durante gli anni di impegno in politica della quale va più orgoglioso?
«Di sicuro la realizzazione del centro culturale “Multiplo”, un luogo di cultura aperto a tutta la nostra comunità». —
Cristina Orsini
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