Gazzetta di Reggio

Reggio

castelnovo monti 

Riaperto il punto nascite di Cavalese: il Sant’Anna ora torna a sperare

Da ieri la struttura trentina è di nuovo attiva. Il provvedimento «è del tutto indipendente  dal numero di parti». Sicurezza garantita con 300mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO MONTI. Si guarda con grande attenzione – dall’Appennino reggiano, così come da altri territori che negli ultimi anni hanno vissuto la chiusura dei propri punti nascita – a ciò che avviene a Cavalese. Nell’importante località trentina, infatti, da ieri ha riaperto il punto nascite, chiuso da tempo, dopo che la Provincia autonoma, il ministero della Salute e il Comitato nazionale percorso nascita hanno dato parere favorevole alla riapertura.

valorizzare i servizi

A illustrare le iniziative percorse verso la riapertura è stato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (Lega): «Per la riapertura non si prescinde dalla sicurezza delle donne e dei bambini – ha affermato – e questo successo è un punto di partenza per la valorizzazione dei servizi decentrati. In un territorio caratterizzato da montagne e valli, è importantissimo che i servizi basilari siano mantenuti nelle zone periferiche. Chiediamo a tutti la massima collaborazione per il proseguimento futuro di un punto nascita pienamente attivo».

Caratteristiche del territorio che, seppur con alcune ovvie differenze, sono comunque riconducibili anche all’Appennino reggiano, almeno per quanto riguarda distanze e tempi di percorrenza dalle borgate periferiche agli ospedali che attualmente presentano punti nascite attivi: Reggio Emilia, Scandiano (con una deroga che ne garantisce la permanenza per un altro anno), Sassuolo e Montecchio.

All’incontro in cui sono state presentate le caratteristiche del punto nascite di Cavalese ha partecipato anche Gianfranco Jorizzo, presidente del Comitato nazionale percorso nascita, che ha tra l’altro spiegato come «la deroga concessa all’ospedale di Cavalese è del tutto indipendente dal numero di parti, in quanto la riapertura è legata all’appartenenza ad un’area orograficamente disagiata, e le soluzioni tecniche concordate, con la possibilità di ricorrere alla sala operatoria già presente, in attesa dell’apertura della nuova sala per i cesarei all’interno del blocco travaglio-parto, consentono piena sicurezza e qualità delle cure e assicurano a Cavalese l’attribuzione di ospedale di primo livello». Per arrivarci, sono stati investiti circa 300 mila euro.

l’investimento

Uno sforzo importante, ma non impossibile se si proietta nella dimensione del punto nascite del Sant’Anna di Castelnovo. Qui il documento presentato a suo tempo per la richiesta di deroga, poi respinta, proponeva proprio una rotazione delle équipe professionali e investimenti sulla dotazione del personale (con la presenza della guardia ginecologica e quella pediatrica h24) e delle dotazioni tecnologiche per dare le stesse garanzie di sicurezza. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google