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Appello di Vecchi alle opposizioni «Votate a favore»

Appello di Vecchi alle opposizioni «Votate a favore»

Il sindaco sul programma di riqualificazione  che approda oggi in consiglio «Non si può dire di no a un’opportunità per Reggio»

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REGGIO EMILIA. «Dopo le divisioni dei mesi scorsi, con lo stop incomprensibile del Governo Conte al “Bando Periferie” e il successivo dietrofront dello stesso esecutivo, auspico che il pronunciamento del Consiglio comunale su un progetto così importante per una parte rilevante e storica della nostra città, possa essere favorevole all’unanimità». È l’appello del sindaco, Luca Vecchi, alle opposizioni in Sala Tricolore, dove oggi approda l’approvazione del Programma di riqualificazione urbana (Pru) dell’area Reggiane e del quartiere Santa Croce, che recepisce i progetti candidati al “Bando Periferie”, ampliando l’ambito di intervento.

Oltre a piazzale Europa, al capannone 18 (in gran parte ultimato e consegnato) e al 17 (i cui lavori sono stati affidati nel mese di novembre), nel programma sono inclusi anche gli interventi di recupero dei capannoni 15A , 15B e 15C (che ospiteranno l’Archivio storico delle Reggiane, l’Academy aziendale di Iren, nuove aziende e servizi); gli immobili oggetto di riuso su viale Ramazzini, via Gioia, via Veneri e la riapertura del passaggio a livello su viale Ramazzini.

«L’obiettivo è passare “dalla fabbrica al quartiere”», afferma Vecchi, ricordando che negli insediamenti dismessi tra via Gioia, viale Ramazzini e via Talami «si è già entrati nella fase della realizzazione effettiva, con l’affidamento degli incarichi ai progettisti, per la riqualificazione architettonica e funzionale degli edifici». Fra questi, gli ex Magazzini logistici di via Gioia 24 e di via Gioia 22, dell’ex Mangimificio Caffarri di via Gioia 4, dell'ex Maffia di viale Ramazzini 35 e dell’ex Deposito ferroviario di via Talami 7.

«Immediatamente dopo l'approvazione del Consiglio, saranno pubblicati i bandi per i lavori di riapertura di viale Ramazzini e delle opere che consentiranno il riuso degli immobili di Santa Croce. Non si possono dire solo dei no, davanti a progetti che rilanciano la città e, anche in considerazione delle dichiarazioni registrate nel recente passato, confido che non si vorrà esprimere contrarietà a un atto a lungo atteso da moltissimi cittadini che in questi luoghi vivono e lavorano e che troveranno, dagli interventi descritti, un’occasione di ripartenza, di sviluppo sostenibile e rilancio». —

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