Auto blocca la rampa per disabili, lo sfogo della mamma-coraggio
Cavriago, Elisa Ganapini, autrice di un blog, era andata a scuola con il figlio in carrozzina: «Sono uscita solo grazie all’aiuto di un anziano gentile, ma tu resti un asino»
CAVRIAGO. Oggi è la Giornata internazionale delle persone con disabilità, e da Cavriago arriva la storia di una mamma forte e coraggiosa.. Nei giorni scorsi Elisa Ganapini è andata a scuola assieme a suo figlio per il colloquio del primo quadrimestre. All’uscita ha trovato una brutta sorpresa: un’auto era parcheggiata proprio davanti alla rampa lungo la quale Elisa stava spingendo la carrozzina di suo figlio disabile.
La mamma utilizzando il gruppo Facebook “Sei di Cavriago se” si è rivolta, con un messaggio al proprietario dell’auto: «Forse non lo sai – ha scritto Elisa – ma anche le mamme dei bimbi con disabilità vanno a sentire ciò che le maestre pensano dei loro bimbi, ma poi si trovano davanti persone piccole e mediocri come te che fai la “figa” o il “figo” con il macchinone nuovo e ti doni il diritto di insegnare a tuo figlio cosa vuol dire essere ignoranti patentati, parcheggiando davanti alla rampa segnalata con cartello apposito. E, bada bene, io sono scesa lo stesso con la carrozzina di mio figlio dalle scale perché un anziano gentile ci ha aiutati. Ma tu resti un asino». Un post che ha suscitato molte reazioni, indignando la comunità cavriaghese.
Non tutti sanno che Elisa Ganapini è una mamma che ha deciso di parlare dei problemi che affronta quotidianamente in un blog che ha creato, “My life upside down, la mia vita a testa in giù”. È mamma di Michelle (14 anni) e Michael (7 anni), ed è proprio grazie all’amore incondizionato per i suoi figli che ha deciso di aprire il blog nel quale racconta la sua vita.Michael nasce di 27 settimane con una sindrome genetica rarissima e invalidante. Così inizia l’avventura di Elisa a contatto con la fragilità di suo figlio, i tanti ostacoli, ma soprattutto con le tante meraviglie.
«Il blog – spiega Elisa – è dedicato alle mamme, per supportarle e per confrontarci. Vuole essere un mezzo di aiuto reciproco perché l’unione fa la forza. Grazie a Michael, scopro che c’è un mondo fatto di forza e di unione, di sorrisi e pianti che abbattono barriere e aprono orizzonti; che le imperfezioni di ognuno di noi ci rendono perfetti. Questo viaggio ci ha portato a contatto con realtà incredibili come “Gast Onlus” che è un mondo accessibile che parla di una bellezza che va oltre; con “Reggio Emilia Città senza barriere”, altra grande forza del nostro territorio. Realtà che parlano di comunità come valore accessibile, di una realtà per tutti. Ma il mio mondo – continua Elisa – passa anche da Cavriago, il mio paese, un Comune, una comunità che condivide questi valori, che li fa propri, tra i sorrisi di chi si ferma per strada per salutare il mio bimbo, delle maestre che si mettono in gioco ogni giorno perché il programma scolastico trovi un linguaggio per arrivare anche a Michael».
Sul post pubblicato nel gruppo Facebook “Sei di Cavriago se” Elisa conclude: «Mi è sembrato giusto pubblicare la disavventura accaduta il giorno dei colloqui, perché spesso il lavoro da fare contro l’ignoranza di chi se ne frega è ancora molto. Ma noi abbiamo tutto il tempo per insegnare alle nuove generazioni che i bimbi fragili chiedono solo il diritto di poter vivere una vita fatta di quotidianità, con il diritto di poter andare a un colloquio a scuola con la mamma, senza rischiare di trovarsi una macchina che chiude il passaggio alla rampa per disabili o al marciapiede». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
