Fra rettilinei e dislivelli una strada spesso teatro di molti incidenti
Castellarano. È lungo, e purtroppo spesso racconta di esiti mortali, l’elenco degli incidenti che avvengono sulla provinciale 486R, la fondovalle Secchia, che unisce l’Appennino alla zona Ceramiche, a cavallo tra le due province di Modena e Reggio Emilia, ogni giorno percorsa da migliaia di mezzi e persone.
Solo 500 metri più a nord del luogo dove si è verificato l’incidente costato la vita all’alba di ieri al 25enne Sergio Giacobazzi, nelle ore successive erano ancora ben visibili segni e detriti di uno degli ultimi schianti che ha visto un’auto sbandare e centrare in pieno il guardrail che corre ai margini della strada. Il manufatto in lamiera appare ancora danneggiato e, a terra, sono abbandonati pezzi di lamiera e motore.
La carreggiata in diversi tratti è composta da lunghi rettilinei che, purtroppo, invogliano i meno prudenti a pigiare sull’acceleratore. Ma a rendere pericolosa la provinciale in molti punti è la vicinanza a tratti scoscesi, veri e propri dirupi, di terreno che degrada fino all’altezza del corso del fiume Secchia. In uno di questi dirupi è finita la Ford Fiesta sulla quale viaggiavano i sei giovani che ieri sono rimasti coinvolti nello drammatico schianto. —
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