Inchiesta sugli sponsor assolto reggiano
REGGIO EMILIA. Assolto perché il fatto non sussiste. È terminato così, ieri, il procedimento sulle fatture 2012 finite nella dichiarazione del 2013 di un imprenditore finito nel giro di sponsorizzazioni per consentire alle aziende di pagare meno tasse. Al centro c’erano due squadre di pallavolo reggiane che furono coinvolte in un’inchiesta della Guardia di finanza di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Nel 2015 le Fiamme Gialle scoprirono 50 milioni di euro non dichiarati ed Iva evasa per 12 milioni. Tra i 45 indagati, ai quali erano stati sequestrati beni per 7 milioni di euro, c’era anche uno dei dirigenti delle società sportive reggiane. Reggio sarebbe stata toccata infatti dal sistema fraudolento, ramificato in Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino, che vedeva coinvolte 174 tra società sportive di pallavolo e hockey e imprese. Il deus ex machina delle truffe era un vicentino di 53 anni che operava attraverso due società, una delle quali formalmente con sede in via Guasco a Reggio, considerate un collegamento tra le aziende che evadevano e le squadre. Le due società del vicentino operavano come “cartiere”, cioè ditte costituite con il solo scopo di emettere fatture per prestazioni e servizi inesistenti.
La vicenda aveva portato poi alle contestazioni fiscali da parte della commissione tributaria di Reggio, che non ha dato corso alla vicenda già cassata in udienze precedenti anche in sede penale per sostanziale mancanza di prove. —
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