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BUFERA 

«Spieghiamo perché non ci siamo dimessi»

Carlotta Curti
«Spieghiamo perché non ci siamo dimessi»

I quattro consiglieri dell’Ordine degli architetti di Reggio organizzano venerdì un incontro aperto con i cittadini

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«Trasparenza non è burocratizzazione». Così i quattro architetti non dimissionari rispondono alle accuse fatte da coloro che, dal Consiglio dell’Ordine degli architetti, si sono invece dimessi (per la precisione sei, visto che il settimo si è dimesso per motivi di salute). Per spiegare meglio le loro motivazioni a riguardo, hanno deciso di promuovere un’iniziativa rivolta a tutti, architetti e cittadini, che si terrà il 7 dicembre alle 18 alla Sala Civica dell’ex Polveriera, in via Terrachini 18, dal titolo “Incontro aperto architetti e cittadini”.

L’incontro è promosso dagli architetti Francesca Erriu, Elisa Fantuzzi, Vittorio Gimigliano e Norberto Vaccari, consiglieri non dimissionari del Consiglio dell’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori di Reggio. Secondo questi ultimi, infatti, nei 16 mesi di attività, il Consiglio ha adottato importanti strumenti di trasparenza, garantendo e incrementando i principi di legalità, buon andamento e imparzialità nella gestione dell’Ordine, quale ente pubblico non economico, affermando che «tutte le deliberazioni sono state assunte, dal Consiglio, all’unanimità». Essendo la decisione approvata all’unanimità, il motivo delle dimissioni resta ai loro occhi ancora sconosciuto.

Norberto Vaccari motiva così la sua decisione di non dimettersi: «Personalmente non credo di dovermi dimettere se devo seguire ordini che riguardano la trasparenza. L’Anac ha proposto una procedura che non è burocrazia, ma trasparenza. Per la tutela di tutti gli iscritti è necessaria la massima trasparenza. Non si capisce perché questo abbia dovuto creare problemi».

«Pur condividendo i principi, il “come” utilizzare lo strumento è stato un problema – ha aggiunto Francesca Erriu – Ma per noi quattro scegliere l’iter che consentiva la massima accessibilità, la massima trasparenza e la massima tracciabilità ci sembrava un atto doveroso».

Lo strumento in questione è la Manifestazione di interesse e – assicurano gli architetti – è più semplice di un normale bando.

«L’Ordine è un ente pubblico non economico e tutto quello che si è adottato in termine di procedure è funzionale a questo ruolo», ha proseguito l’architetto Elisa Fantuzzi.

Conclude Gimigliano: «Questa maggioranza che si è dimessa poteva decidere diversamente, in fase di votazione, visto che i principi per cui ci si è sempre confrontati sono stati decisi a voto unanime».

L’incontro di venerdì vuole essere uno spazio democratico, di dialogo e confronto. I quattro non dimissionari si augurano che anche i consiglieri dimissionari possano intervenire. —



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