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Unieco, pesa la crisi Mps l’immobiliare Sansedoni ristruttura il maxi debito

Enrico Lorenzo Tidona

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REGGIO EMILIA. L’infezione finanziaria che ha spinto le cooperative reggiane verso la voragine della crisi edilizia sembra non aver fine. Ne sa qualcosa Unieco, cooperativa “rossa” della costruzioni finita in liquidazione coatta, l’equivalente di un fallimento pilotato, ora affidato al commercialista Corrado Baldini, liquidatore della coop. È notizia di queste ore, infatti, che la società Sansedoni Siena è vicina alla richiesta di una ristrutturazione del debito pari a 200 milioni di euro. Parliamo di una società partecipata dalla Fondazione Monte dei Paschi, da Banca Mps - istituto bancario con 500 anni di storia al centro di un complesso salvataggio - e di Unieco. In pratica Sansedoni rappresenta uno di quegli incroci tra business, finanza e politica che col tempo si sono rivelati assai pericolosi vista la fine che hanno fatto aziende e capitani. La coop reggiana è socia da tempo di Sansedoni, tanto che l’ex presidente di Unieco, Mauro Casoli, era stato anche vicepresidente nel cda in cui sedeva anche Giuseppe Mussari, ad di Mps dimessosi dopo lo scoppio dello scandalo dei derivati Mps nel 2013. Nel 2007 Unieco aveva sottoscritto nuove azioni di Sansedoni per il valore nominale di 17,4 milioni di euro apportando immobili al valore di perizia di 26,5 milioni di euro.

Radiocor ha annunciato ieri che Sansedoni rischia di portare i libri in tribunale se non ci sarà, in tempi rapidi, una nuova ristrutturazione del debito di circa 200 milioni con le banche creditrici. Il Monte dei Paschi, oltre che azionista con il 22% del capitale, è il maggiore creditore della società immobiliare, da anni in difficoltà. Secondo indiscrezioni la quota di crediti della Banca di Rocca Salimbeni è pari a circa 100 milioni. Gli altri creditori per importanza sono Banco Bpm e Ubi. Sansedoni ha in portafoglio proprietà immobiliari commerciali a Roma ereditate dal gruppo Toti, nell'azionariato fino al 2010 quando uscì per divergenze con gli altri azionisti sulla missione della società immobiliare. Le posizioni tra le banche creditrici di Sansedoni al momento non sono allineate sul da farsi ma i tecnici parlano di rischio di concordato da parte di Sansedoni. Nel bilancio 2016 Sansedoni segnalava debiti verso banche per 201 milioni, di cui 190 milioni esigibili oltre l'esercizio successivo. Il risultato consolidato era stato positivo per 4,6 milioni ma con perdite portate a nuovo per 47,2 milioni. La società, contattata, si riserva di comunicare nei prossimi giorni le decisioni assunte la settimana scorsa dai soci. —

Enrico Lorenzo Tidona

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