Gazzetta di Reggio

Reggio

Addio Reggiana ora il fallimento lo chiedono anche i Piazza

Jacopo Della Porta
Addio Reggiana ora il fallimento lo chiedono anche i Piazza

Colpo di scena ieri mattina all’udienza prefallimentare A giorni la decisione, che appare scontata, del giudice

3 MINUTI DI LETTURA







Nel luglio 2005, veniva decretato il fallimento della Reggiana. Tredici anni dopo la storia sta per ripetersi. Una sorta di eterno ritorno, dove però a tornare sono soltanto le cose peggiori e mai i trionfi sportivi che i tifosi granata attendono ormai da troppo tempo.

CORSI E RICORSI

Ieri mattina si è svolta l’udienza prefallimentare davanti al giudice Niccolò Stanzani Maserati. Udienza convocata dopo che l’avvocato Stefano Ferri aveva depositato un’istanza di fallimento per conto di un ex dipendente di via Mogadiscio. Lo stesso avvocato c’era anche nel 2005, quando rappresentava otto giocatori, mentre dall’altra parte, a tutelare l’allora presidente parmigiano Ernesto Foglia, c’era l’avvocato Andrea Mora. Ieri per i Piazza si è presentato l’avvocato Marco Merulla, dello studio Mora, di Parma. A proposito di corsi e ricorsi.

I crediti di Mapei

Come raccontato nei giorni scorsi anche Mapei Stadium srl si è risolta a chiedere il fallimento (perchè vanta un credito di 630mila euro) e ieri nello studio del giudice a rappresentare la società c’era l’avvocato Cesare Grappi.

Il colpo di scena lo hanno però fatto i coniugi Piazza, che hanno deciso di chiedere loro stessi il fallimento, un modo per tutelarsi da eventuali responsabilità. Non è infatti un mistero che la procura abbia aperto un fascicolo sulla società granata e ieri in udienza c’erano ben tre pubblici ministeri presenti: Giacomo Forte, Giulia Stignani e Iacopo Berardi. I magistrati hanno depositato un’informativa della Guardia di finanza.

I coniugi Piazza, in merito alle indagini, si sono sempre detti sereni, perché, ribadiscono, sono gli unici ad aver investito negli ultimi anni (e perso) ingenti somme nella società di via Mogadiscio.

UDIENZA LAMPO

Il giudice Stanzani Maserati dopo cinque minuti ha tolto l’udienza e si è riservato la decisione. Nei prossimi giorni, appare scontato, arriverà la dichiarazione di fallimento e la nomina di un curatore (cesserà dunque il mandato della liquidatrice Barbara Morini).

«La notizia di oggi è che la Reggiana non solo non si oppone ma addirittura chiede il fallimento - ha commentato l’avvocato Stefano Ferri - . L’esito dunque mi pare prevedibile. Lo stato di insolvenza emerge in modo chiaro dalle nostre istanze, immagino anche dalla documentazione della Guardia di finanza e da ultimo dalla richiesta della Reggiana stessa».

IL NODO DEL MARCHIO

L’avvocato Ferri riflette poi su un aspetto che sta a molto a cuore ai tifosi. «Verrà nominato un curatore che poi si occuperà del marchio della Reggiana». Nell’anno del centenario tutti sperano che la squadra possa riottenere il suo marchio, utile anche in caso di ripescaggio in C, dove a pesare è la storia e il blasone.

Il fallimento della Ac Reggiana 1919 consentirà ai creditori privilegiati, come i lavoratori, di ottenere dall’Inps quanto spetta loro. Questo è il motivo per cui l’avvocato Ferri ha presentato l’istanza. Per i creditori chirografari, come Mapei, la strada è più in salita, anche se pare che la società di via Mogadiscio abbia un po’ di liquidità in pancia. Per le aziende comunque la dichiarazione di fallimento consentirà di avere dei vantaggi di natura fiscale quando le perdite saranno messe a bilancio.—



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google