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Batterio killer: c’è il terzo morto a Reggio

Enrico Lorenzo Tidona
Batterio killer: c’è il terzo morto a Reggio

Altri due casi accertati a Villa Salus: uno è deceduto nel 2015 mentre l’altro risulta sano. La direzione: legami incerti

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Su 134 casi di pazienti infetti presi in esame in Regione dopo l’esplosione della vicenda, quattro sono risultati positivi al batterio Chimera e sono tutti relativi a operazioni a cuore aperto effettuate a Villa Salus a Reggio Emilia. Una statistica aggiornata in queste ore, che vede aggiungersi ai due casi già rilevati a fine novembre, a Reggio, altri due casi di infezione da batterio “Mycobacterium Chimaera”, sempre nella medesima clinica, in seguito a interventi cardiochirurgici avvenuti tra il 2010 e il 2017. L’esistenza e la probabilità di esposizione al micobatterio sarebbe avvenuta tramite l’utilizzo di macchinari «e non poteva essere conosciuta in quanto la conoscenza di tale problematica è avvenuta per il mondo medico italiano successivamente ai fatti citati» ha sempre detto Salus Hospital.

L’Ausl conferma i nuovi casi, così come l’agenzia sanitaria regionale, che sta svolgendo un’inchiesta sanitaria interna al sistema regionale. La stessa Villa Salus conferma, avvertendo però che «anche in questo caso i legami fra l’intervento, il contagio e il decesso sono attualmente in fase di verifica». In pratica, per ora non è comprovata la correlazione.

I CONTROLLI

Dopo i casi accertati in Veneto, in Emilia-Romagna salgono così a quattro quelli accertati di infezione dal batterio killer. I due nuovi casi sospetti sono emersi due settimane fa su pazienti passati per la struttura sanitaria attiva a Reggio. «Dei quattro casi di infezione, tre sono decessi mentre un paziente è in buona salute», ha spiegato al Corriere di Bologna Maria Luisa Moro, direttrice dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale. «Stiamo ancora lavorando per cercare di capire se ci sono stati altri casi di infezione - prosegue -, analizzando la coorte di operati per sostituzione delle valvole aortiche tra il 2010 e il 2017 che hanno avuto un decesso per infezione».

LE CARTELLE AL VAGLIO

Si tratta quindi di 134 casi che la Regione sta esaminando su richiesta del ministero della Salute dopo le morti in Veneto (sei, su 18 casi di infezione) e in Emilia-Romagna e le inchieste aperte dalle Procure di Vicenza e Reggio Emilia. Per quest’ultima le indagini sono affidate al pm Isabella Chiesi, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. «Non ci aspettiamo in realtà altri casi - aggiunge Moro - perché l’incidenza attesa dell’infezione è molto bassa anche negli operati a cuore aperto. Speriamo di concludere questo lavoro entro Natale». Per i primi due casi, per Salus «non è noto se i pazienti siano stati ricoverati presso altri ospedali successivamente all’intervento cardiochirurgico condotto al Salus Hospital e la segnalazione di contagio attualmente emersa. Pertanto, vista la verifica ancora in corso delle oggettive e ufficiali relazioni fra decesso e contagio, non è oggettivamente possibile considerare riconosciuto il legame fra i due eventi». —





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