Bidoni e rifiuti ammassati sulla pista ciclopedonale
La segnalazione di un lettore «Quell’area da sempre è una discarica a cielo aperto Pedoni e ciclisti costretti ad andare a zig zag»
REGGIO EMILIA. Siamo in centro a Cadè. O, meglio ancora, sulla ciclopedonale che costeggia la trafficata via Emilia, in prossimità di un incrocio. Ma dall’immagine sembra di essere in una discarica o in un’isola per la raccolta rifiuti, a cielo aperto. Sono le otto del mattino, come testimonia la foto inviata ieri da un nostro lettore. L’immagine mostra come tutta la pista ciclopedonale sia occupata dai contenitori della raccolta differenziata, alcuni dei quali aperti e forse già svuotati.
«Questo disordine non è una novità – dice il nostro lettore – perché quella è un’area che già anche prima della differenziata era utilizzata come discarica di rifiuti da persone provenienti da Calerno e Cella». Un’abitudine che resta ancora oggi, come testimonia il sacco bianco pieno di plastica appoggiato a terra. Non sappiamo se questa immagine, che ci restituisce tutta l’incuria con cui sono appoggiati a terra i bidoni verdi, marroni e azzurri, sia dovuta ai cittadini che hanno lasciato in maniera disordinata i contenitori da svuotare in base al calendario settimanale oppure agli addetti allo svuotamento, che invece li hanno posati in fretta e alla rinfusa e in maniera pericolosa.
Vista l’ora della fotografia, secondo il nostro lettore, i contenitori che hanno obbligato pedoni e ciclisti a uno zig zag, probabilmente sarebbero stati appoggiati agli addetti allo svuotamento.
«Ieri – spiega ancora - era la giornata per la raccolta della carta e dell’indifferenziata, mentre questa mattina sarà raccolta la plastica. Evidentemente qualcuno aveva già portato tutti i rifiuti, che sono rimasti tutto il giorno». Che i bidoni svuotati restino a lungo sui marciapiedi non è una novità, così come quando è in calendario il giro verde per la raccolta delle foglia ed erba accade che i sacchi svuotati finiscono per essere gettati e restare sul marciapiede. Ma l’immagine, scattata con lo smartphone, ci restituisce soprattutto il disordine e l’abbandono di quando ci troviamo di fronte a un “non luogo” in cui finiscono concentrati i contenitori di abitazioni e di condomini. —
Roberto Fontanili
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