Gazzetta di Reggio

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castelnovo sotto 

«Canile, la situazione era grave ma noi siamo arrivati dopo»

Elisa Pederzoli

I gestori del “Madonna delle Guadalupe” replicano all’ordinanza del Comune «Noi siamo qui da agosto, in pochi mesi fatti grandi lavori e cure ai cani»

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«Non ci nascondiamo dietro a un dito. La situazione che abbiamo ereditato era disastrosa, ma in questi pochi mesi in cui siamo subentrati alla gestione molte cose sono state fatte».

A parlare sono Valentina D’Alessandro ed Ernesto Zagni, rispettivamente amministratore e collaboratore della società “Madonna delle Guadalupe”, che gestisce il canile nelle campagne di via San Martino a Castelnovo Sotto. Quello di Zagni è un nome conosciuto nell’ambiente dei canili privati, legato per esempio a quello di Calderara di Reno (Bologna), gestito dalla “Animal Coop” che ha convenzioni con molti Comuni italiani, tanti dei quali dal Sud.

UNA NUOVA GESTIONE
Replicano così alla notizia di una ordinanza che stoppa l’ingresso di nuovi cani, firmata dal sindaco Francesco Monica e datata 1° dicembre, e all’esposto depositato dall’associazione “Amici della terra” in Procura in cui gli animalisti guidati da Stella Borghi denunciano una situazione di degrado.

«Noi siamo subentrati soltanto lo scorso agosto alla gestione Balugani – sottolinea Valentina D’Alessandro mentre ci mostra i box –. Quando siamo arrivati, c’erano più cani di adesso: ne abbiamo 140, ce n’erano circa 160. La struttura era in cattive condizioni, senza dubbio. La tenuta dei cani, pessima. In quattro mesi abbiamo cercato di fare più cose possibili per metterle a posto». Allora, perché l’ordinanza del Comune? «Le prescrizioni cui fa riferimento sono riferite alla gestione di prima. Noi, quando siamo arrivati, abbiamo dovuto decidere se dare priorità ai cani, per farli stare bene, o alla struttura. E abbiamo scelto i cani. Ma rispetto alle cose da fare, tante ne sono state fatte: dalla derattizzazione alla pulizia. A breve tutto sarà a posto».

«Siamo intervenuti anche con un piano per il recupero comportamentale di molti cani, che erano stati come “dimenticati”. Li abbiamo trovati spaventati, che non uscivano mai dalla cuccia. In questo ci supporta il veterinario comportamentalista. Inoltre, abbiamo una convenzione con una clinica veterinaria per le cure e molti volontari. Anzi, le nostre porte sono aperte ad averne ancora per fare adottare più cani possibili», sottolinea Valentina.

«Non neghiamo che per noi è un lavoro, ma si può svolgere in modo etico e noi lo facciamo – sono le parole di Zagni –. Per questo ci dispiace essere finiti al centro di queste accuse che non riguardano come stiamo lavorando noi. Alla consigliera del M5S rivolgiamo un appello a venire a vedere com’è il canile oggi». —





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