Gazzetta di Reggio

Reggio

LA PROTESTA 

Cuoco e addette in sciopero Niente pranzo per i poliziotti

Ambra Prati

I quattro dipendenti della ditta milanese che gestisce la mensa della questura lamentano violazioni del contratto nazionale e un’anomalia nelle ferie godute

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REGGIO EMILIA. Poliziotti senza mensa, rimasta chiusa ieri per sciopero – i manifestanti si sono scusati per il disagio e si sono detti grati per la solidarietà ricevuta dagli agenti – dei quattro addetti reggiani (il cuoco e tre donne) che gestiscono i pasti.

Il primo pacchetto di otto ore di sciopero – cui ne seguiranno altri indetti in tutta la regione dalla Filcams-Cgil – riguardano i dipendenti della Elior Gemeaz, la ditta con sede nel Milanese che si è aggiudicata l’appalto del ministero dell’Interno per la gestione della mensa interna di via Dante.

«CONTRATTO VIOLATO»

Da qui il volantinaggio dei dipendenti (adesione del 100%, ma erano presenti in tre, essendo la quarta addetta in malattia) davanti alla questura, con tanto di bandiera Cgil e volantinaggio ai passanti. Oggetto del contendere, ha spiegato il sindacalista Francesco Putortì, è il fatto che «l’azienda non rispetta quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale. Parliamo di mancati o ritardati pagamenti di straordinari, festivi non retribuiti, soprattutto l’anomalia di centinaia di ore di ferie che risultano godute quando i lavoratori erano regolarmente sul posto di lavoro: c’è chi si è ritrovato in busta paga 150 ore di ferie senza mai essersi assentato».

L’ULTIMATUM

Una situazione, secondo Filcams-Cgil, che «si protrae da quasi due anni. Abbiamo sollecitato più volte l’azienda e abbiamo svolto incontri, l’ultimo dei quali nell’ottobre scorso, quando avevamo dato un ultimatum alla ditta: o sanate le irregolarità oppure intraprenderemo iniziative di protesta».

Secondo quanto ha ricostruito Putortì, il datore di lavoro ha parzialmente corretto il tiro, ad esempio retribuendo parte dello straordinario arretrato, ma «restano quei cedolini non corrispondenti su ferie inesistenti, che continuano ad arrivare in modo non corretto nonostante le nostre ripetute sollecitazioni. I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro e di subire penalizzazioni economiche: non vogliono essere considerati solo dei numeri, sono delle persone».

E così, dopo aver attuato il blocco dello straordinario da circa due mesi, lo step successivo è stato il presidio di ieri, dalle 11.30 alle 13.30, per sensibilizzare l’opinione pubblica.

«Abbiamo anche chiesto alla questura di farsi carico, in quanto committente, del rispetto delle regole più volte violate – ha proseguito Putortì – Sebbene il committente sia il ministero dell’Interno, un loro interessamento sarebbe gradito. Questa è solo una delle storture del mondo degli appalti. Senza contare che i pasti sono aumentati, il personale aggiuntivo è stato negato e questo mette in discussione la qualità del servizio quotidiano agli agenti, che svolgono un compito così importante». —

Ambra Prati

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