«Non c’è alcun allarme chi ha febbre persistente si rivolga al suo medico»
L’INTERVISTA
«La situazione è meritevole di attenzione ma è sotto controllo». Cristina Marchesi, direttore sanitario dell’Ausl di Reggio, sta monitorando la situazione relativa al batterio Chimera. «Uno dei due nuovi casi sta bene, l’altro paziente è invece morto nel 2015. Allora non era ancora possibile tipizzare questo batterio, il suo isolamento non era possibile. Da noi lo si fa dal 2016. Si tratta di una malattia nuova e poco conosciuta. Quella che stiamo effettuando è quindi un’analisi retrospettiva grazie ai campioni tenuti sui casi sospetti».
L’indagine sanitaria, che va di pari passo all’indagine penale della procura di Reggio, è in capo all’assessorato alla Sanità e all’agenzia sanitaria regionale dell’Emilia Romagna. «L’agenzia regionale sta effettuando i controlli sulle 134 cartelle selezionate tra quelle dei pazienti deceduti per causa infettiva – spiega Marchesi – Pur essendo arrivati a quattro casi accertati, possiamo dire che la letteratura esistente ci conferma che siamo assolutamente dentro una soglia normale. Salus Hospital ha fatto quanto previsto per l’utilizzo corretto dei macchinari nel quale si trovava il batterio. E se abbiamo rilevato i casi a Reggio è perché abbiamo un reparto malattie infettive che è particolarmente competente».
Resta tutto il capitolo di eventuali responsabilità, al vaglio della procura: da quelle mediche a quelle della società dei macchinari finiti nel mirino, fino alla catena dei controlli. «Le responsabilità devono essere accertate in altri luoghi – dice infatti la dirigente dell’Ausl – Stiamo inviando lettere a medici e pazienti per informazioni. Chi è stato operato e lamenta febbre che dura a lungo e senza una spiegazione precisa, deve rivolgersi al suo medico per eventuali accertamenti. Ripeto però: non siamo allarmati e la situazione è sotto controllo». —
E.L.T.
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