Ordinanze di inagibilità e danni per altre due ditte
Si tratta di un magazzino che stocca forniture industriali e dell’Acetaia Bertoni «Siamo rovinati, in un momento di lavoro tosto per il Natale»
casalgrande. Ieri mattina per almeno altre due attività, nel complesso commerciale in cui è avvenuto il rogo, è stato un risveglio molto amaro. Ai lati del magazzino distrutto, infatti, si trovano da un lato due capannoni in uso all’Acetaia Bertoni per la produzione di aceto balsamico. Dall’altro il capannone di un’azienda di forniture industriali: vi erano stoccati interi pallet di rotoli di carta e carta igienica, portati velocemente all’esterno per evitare la propagazione delle fiamme. Anche per questo magazzino il Comune ha emesso un’ordinanza di inagibilità che, diversamente da quello distrutto dal rogo, potrà forse rientrare dopo una perizia e qualche riparazione. Valutazioni tecniche da parte del Comune dovranno invece ancora essere fatte sul capannone dell’Acetaia. Roberto Bertoni, 34enne di Sassuolo, titolare con il fratello Milo, è affranto. «Questo fatto ci rovina in un momento di lavoro tosto, con tanti ordini da ottemperare per il periodo natalizio – dice –. L’aceto di queste botti è stoccato qui da diversi anni, ora le dobbiamo svuotate tutte. Dovremo rifare la copertura e ripristinare l’interno se vogliamo essere ancora all’altezza dei controlli dell’ente certificatore. Ci vorrà molto tempo».
Lunedì sera sono stati momenti di paura anche al vicino bar ristorante Circus di Emanuele Franzoni. «Tra le bariste e i clienti eravamo in una quindicina – racconta –. Un’automobilista che passava ha visto la colonna di fumo altissimo e si è fermato per darci l’allarme. Siamo usciti tutti. C’è stato un po’ di spavento, ma i vigili del fuoco sono arrivati subito. Enel e Ireti hanno interrotto le forniture e abbiamo chiuso. Ma il vero disastro non è certo toccato a noi». —
M.F.
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