Gazzetta di Reggio

Reggio

il caso del match di domenica 

Reggio punta al rinvio ma la Lega D è per il no

Massimo Sesena

Sindaco, prefetto e società spingono per spostare la data del match con l’Axys Oggi la decisione dopo un consulto con prefettura e Osservatorio del Viminale

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Oggi la Lega Dilettanti dovrà sciogliere ogni incertezza e prendere una decisione su luogo, data e ora della prossima partita interna della Reggio Audace, quella che oppone i granata di Antonioli all’Axys Zola. Sul tavolo le ipotesi dalle iniziali tre si sono ridotte a un paio. Se infatti, all’inizio di questa paradossale vicenda, la stessa dirigenza granata si era mossa per cercare di ottenere l’inversione del campo, rendendosi quindi disponibile a giocare in trasferta a Zola Predosa, poi questa possibilità era stata bocciata a strettissimo giro di posta dalla Lega dilettanti. E così, non restavano (e restano) che due opzioni: lo spostamento della partita su un altro campo, o il suo slittamento ad altra data.

Invero, proprio la possibilità - a firma dalla società Reggio Audace - di uno spostamento della partita al “Levantini” di Lentigione aveva fatto andare su tutte le furie i tifosi granata, già pesantemente provati dalla sconfitta nel derby con il Modena.

LENTIGIONE?

Perché quell’annuncio della società del presidente Quintavalli?

La risposta è semplice: perché la Reggio Audace doveva per prima cosa scongiurare il rischio di una sconfitta a tavolino. Chi segue le vicende di questo scalcinato pezzo del mondo del calcio non potrà non ricordare come andò l’ultimo anno di Legapro dei cugini modenesi che si trovarono, a campionato iniziato, senza un campo in cui giocare. E proprio per questa carenza, prima ancora di fallire il Modena si ritrovò di fatto sbattuto fuori dal girone. Nessun parallelo possibile tra i due casi: la Reggio Audace un o stadio ce l’ha, e soltanto per questa domenica è costretta a emigrare: i calendari di Sassuolo e Reggio Audace non prevedono infatti altre sovrapposizioni. Semmai , il caso Modena, serve a dimostrare come anche Leghe differenti siano abbastanza refrattarie a richieste di rinvio, ancorché motivate come di fatto è quella di Reggio Emilia.

Intanto però il problema rimane: in questi giorni tante sono state le pressioni affiché venga posticipato questo match. E domani si conoscerà il verdetto. Che prevede - va detto - anche l’opzione Lentigione. E tuttavia, va detto che qualora la Lega dovesse avvallare quella location, si andrebbe incontro a un unicum di illogicità. Perché ha ragione chi sottolinea come sia difficile pensare che un impianto con 750 posti possa ospitare la partita di una squadra che ha quasi quattromila abbonati.

È evidente che, anche se contraria per principio, la Lega dovrà alla fine accordare un rinvio alla Reggiana.

Un rinvio che - peraltro - ieri sera non era affatto certo. Un paradosso, se ci pensate: la Reggiana non può giocare le sue partite al Mirabello, mentre una qualunque delle altre formazioni del Girone D - ad eccezione del Modena - dal Classe, al Ciliverghe financo allo stesso Lentigione si vedono omologare i loro campi. Va detto anche che, ad oggi, l’opzione-Mirabello è suggestiva per i tifosi ma lo è meno per la società del presidente Quintavalli che ha trovato con la Mapei un accordo che funziona, sulle ali di un rapporto che è decisamente diverso da quello Squinzi aveva con i Piazza.

MEGLIO AL MAPEI

La Reggio Audace - per capirci - si trova molto meglio al Mapei (o Città del Tricolore che dir si voglia) di quanto non accadeva ai Piazza.

E questo per una serie di motivi molto concreti e tutti compresi nell’accordo firmato tra i proprietari dello stadio e la nuova società granata, che rispetto al duo Mike& Alicia è riuscita nell’ordine a strappare un affitto più basso (logico, con la squadra non più in C ma in D), ad ottenere la gestione del bar (che a quanto si dice stia andando più che positivamente) e a incassare proventi pubblicitari di gran lunga più alti di quanto non potrebbe fare al vecchio Mirabello. Al Città del Tricolore, insomma, la Reggio Audace sta benone.

Così come non sembra avere alcuna fretta di siglare un nuovo accordo con la Curia per i campi d’allenamento. Meglio il nomadismo “a gratis” che un altro affitto da concordare. E questo , va detto, varrebbe anche nel caso la Reggio Audace, un giorno dovesse decidere di tornare al Mirabello —



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