«Di giorno fornaio alla sera in palestra. Eppure è riuscito a vincere i Mondiali»
Reggio Emilia, parla la madre di Erik Davolio campione iridato di bowling: «L’ho sentito al telefono, emozionato e ancora incredulo»
REGGIO EMILIA. La breve lista di reggiani che possono vantarsi di essere diventati campioni del mondo sì è dunque arricchita con l’impresa del 22enne Erik Davolio che ha ottenuto, a Hong Kong, la vittoria iridata nel bowling.Come è arrivato a questo straordinario traguardo? Lo abbiamo chiesto alla sua mamma, Federica Prampolini, felicissima e comprensibilmente emozionata per un simile eccezionale risultato. Dov’è Erik?
«Non è ancora tornato – il suo primo commento – perché tutto il gruppo rientra in Italia venerdì 7 dicembre. Solo allora potrò finalmente abbracciarlo».
È vero che di solito lavora accanto a lei?
«Certo, lo fa ormai da tre anni; ha iniziato subito dopo essersi diplomato all’Istituto Alberghiero Motti, ed è sempre al mio fianco dentro il nostro negozio-laboratorio “Il Bello del Pane” che si trova in via Edison, proprio di fronte al Mauriziano».
Scusi ma come fa a conciliare la sua passione sportiva a così alti livelli con gli orari antelucani di chi deve operare in un panificio? Di solito che compiti svolge?
«In effetti noi ci alziamo molto presto ma fin che si è giovani si può resistere sino a tarda ora ed è di sera che lui si allena, tre giorni la settimana, insieme all’Athena Team di Scandiano. È il gruppo nel quale è nato e cresciuto anche se ora si è affiliato al team Cobra di Milano insieme al quale disputa i tornei internazionali. Quando è al lavoro si alterna fra il laboratorio e il servizio al banco. Non si tira mai indietro».
Lo ha sentito dopo il trionfo iridato? Come l’ha trovato?
«Certo, era emozionatissimo e mi ha trasmesso il suo entusiasmo. Direi che era addirittura incredulo del successo perché, lasciando l’Italia, la squadra non immaginava nemmeno di riuscire ad approdare alla semifinale. E invece…”.
E ora continuerà a fare entrambe le cose?
«Penso proprio di sì. Ma pensiamo solo al successo: non vedo l’ora di incontrarlo!».
Quando ha iniziato a praticare questa disciplina sportiva?
«L’ho portato io le prime volte, nel 2010, iscrivendolo fra di amatori, poi l’anno successivo, all’età di soli 15 anni, ha scelto questo sport. In precedenza amava il calcio e giocava nella Galileo, lì vicino allo stadio Giglio e ci provava con il tennis alla Beriv, accanto alla piscina di via Melato. Da quando però è arrivato il bowling ha preso questa direzione e non l’ha più mollata. Non credevo davvero potesse arrivare così in alto. Ne sono fiera».
Pratica altri sport?
«Ha sempre amato allenarsi in palestra, con gli amici del Fit Village di via Mazzacurati, ma è appassionato anche di motociclismo e Valentino Rossi è il suo idolo».
Una sua caratteristica nel bowling?
«Tira con due mani e questo gli impone di curare in modo particolare i movimenti della schiena che deve roteare per il lancio. Ecco perché, oltre che al lavoro, si tiene costantemente in esercizio. Ma con simili risultati penso non senta minimamente la fatica».
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