Gazzetta di Reggio

Reggio

guastalla 

La moglie lo accusa di violenza sessuale

T.S.
La moglie lo accusa di violenza sessuale

La denuncia sei anni fa quando i coniugi stavano per separarsi. La coppia è tornata insieme, ma il marito resta a processo

2 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. È un processo per maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni che vede sul banco degli accusati il marito 39enne che venne denunciato dalla moglie.

Ma sono fatti riferiti ad un periodo che va dal 2008 al 2012, quando la coppia era terribilmente in crisi e ad un passo dalla separazione.

I CONTI COL PASSATO

Un procedimento che risulta paradossalmente superato dai fatti, perché i coniugi sono riusciti a salvare il loro matrimonio – oltretutto hanno due figli – e vivono insieme senza altri scossoni. Ma le denunce della moglie (poi ritirate) hanno comunque prefigurato reati procedibili d’ufficio e l’inchiesta del pm Valentina Salvi non è solo proseguita, ma ora è approdata in tribunale a Reggio Emilia. Non forniremo le generalità dell’imputato, per tutelare la privacy della moglie (che ovviamente non si è costituita parte civile) e dei figli minorenni. Un’accortezza che si “sposa” anche con la situazione creatasi all’interno di questa famiglia guastallese che da tempo si è riappacificata, ma ora deve fare in udienza comunque i conti con il passato. Ieri mattina è stato sentito l’imputato che ha fatto capire come in quel periodo – al centro del processo – fosse preda dell’alcol e di aver litigato spesso con la moglie. «Ma ora le cose sono cambiate – dice davanti alla Corte presieduta da Simone Medioli Devoto (giudici a latere Sarah Iusto e Stefano Catellani) – non bevo più, dopo quattro mesi di allontanamento i rapporti con mia moglie sono tornati buoni. Lavoro regolarmente come muratore e non sto più fuori di casa sino all’alba come quando mi ero buttato sull’alcol». Interrogandolo, il pm Salvi entra nello specifico dei maltrattamenti fra quelle quattro mura: percosse, schiaffi, calci (anche alla presenza dei figli), addirittura dispetti nella tazza utilizzata dalla moglie per fare colazione o nel cartone del latte. Su queste accuse il 39enne ha replicato: «Ci spintonavamo a vicenda, anche lei mi dava delle sberle. I dispetti? Lei allora mi spruzzava addosso il Vetril».

«NON l’HO VIOLENTATA»

Ma sull’imputazione più pesante, nega decisamente. Secondo l’accusa, l’11 agosto 2012 lui aveva sbattuto la moglie contro un muro, per poi tapparle la bocca e costringerla ad atti sessuali, procurandole anche delle lesioni nelle parti intime.

«Avevo solo provato a baciarla – ribatte l’imputato – lei mi aveva detto di piantarla. Mi sono subito allontanato ed è finita lì». L’udienza si è chiusa con la deposizione dell’imputato. Si tornerà in aula a metà gennaio. «Siamo di fronte ad una coppia che dal 2013 si è rimessa insieme – rimarca a fine udienza, davanti al taccuino, l’avvocato difensore Mattia Fontanesi – e che litigava anni fa perché sull’orlo della separazione. Non vi è stata alcuna violenza sessuale». —

T.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google