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Scandalo della polizia municipale i tre vigili presto sotto processo

Tiziano Soresina
Scandalo della polizia municipale i tre vigili presto sotto processo

Il pm Salvi ha chiuso le indagini e chiesto al gip Ramponi il giudizio immediato. L’Unione intende costituirsi parte civile

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Lo scandalo che ha travolto la polizia municipale della Val d’Enza sarà presto al centro di un processo. Infatti il pm Valentina Salvi – titolare della delicata inchiesta – non solo ha completato le indagini, ma ha chiesto il giudizio immediato ritenendo di avere in mano prove schiaccianti sui tre vigili finiti nel mirino. Una decisione del magistrato inquirente che farà “saltare” l’udienza preliminare, portando direttamente gli imputati nel cuore di un procedimento.

LE ACCUSE

I tre vigili sono tuttora sospesi dal servizio. Sul vice comandante Tito Fabbiani (56 anni) pendono una sfilza di accuse: abuso d’ufficio, truffa, concussione per induzione e maltrattamenti. È nei guai per aver usato privatamente una pattuglia (un’auto Mazda CX3) comprata con l’avallo della comandante Cristina Caggiati, di aver mobbizzato i colleghi e aver usato il comando dei vigili per scopi privati (era soprannominato ironicamente “casa Fabbiani”) assieme alla compagna ed agente di polizia municipale 46enne Annalisa Pallai. Quest’ultima sarebbe accusata solo di truffa. Infine le imputazioni al comandante Caggiati: abuso d’ufficio (in concorso con Fabbiani per la vicenda dell’auto di servizio) e omessa denuncia. Questa svolta giudiziaria è divenuta pubblica – ieri mattina – sulla scia di un comunicato diffuso dall’Unione Val d’Enza e firmato dal presidente Paolo Burani. La notizia piombata nelle redazioni ha colto di sorpresa gli avvocati difensori, cioè il professor Giulio Garuti (tutela Fabbiani e Pallai) e il legale Aniello Schettino (assiste Caggiati). «Non c’è stato notificato nulla» la risposta dei due difensori, contattati ieri pomeriggio dalla Gazzetta. Una risposta prevedibile, in quanto la richiesta di giudizio immediato è un atto interno fra il pm titolare dell’inchiesta e il gip Luca Ramponi che ha emesso le misure cautelari (arresti domiciliari per Fabbiani, la sospensione dal lavoro per sei mesi per le altre due vigilesse), comunicato per legge (martedì) anche all’ente pubblico d’appartenenza degli imputati. Una volta disposto dal gip Ramponi il giudizio abbreviato, i difensori hanno 15 giorni di tempo per chiedere eventualmente un rito alternativo.

IL COMUNICATO-STAMPA

«In coerenza con l’impegno assunto di massima trasparenza nei confronti dei cittadini e delle nostre comunità – si legge nella nota dell’Unione – intendiamo per primi comunicare questa importante notizia. Premettendo che soltanto le sentenze dei giudici potranno portare una luce chiara e definitiva sui fatti avvenuti, i sindaci confermano le intenzioni già esplicitate nel mese di luglio: in questo percorso giudiziario intendiamo costituirci parte civile per il danno di immagine e credibilità portato ai nostri Comuni e al Corpo di Polizia Municipale, servizio centrale per la sicurezza delle nostre comunità. Riteniamo profondamente ingiusto che le condotte illecite di pochi possano danneggiare in questo modo un servizio in cui operano quotidianamente con impegno tanti operatori professionali e diligenti. Ai dipendenti del Corpo di Polizia Municipale intendiamo rinnovare un messaggio di sostegno e vicinanza, ed esprimiamo il nostro riconoscimento per avere presidiato le tante attività di competenza in questi mesi, nonostante la temporanea precarietà organizzativa. A partire da gennaio – termina il comunicato – col rinnovo del Comando, verrà garantita una profonda riorganizzazione del Corpo, a cui intendiamo dare maggiore solidità e continuità, a supporto degli operatori e dei cittadini». —



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