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Avvelena i cani del vicino Patteggia un anno e 4 mesi

Avvelena i cani del vicino Patteggia un anno e 4 mesi

L’uomo ha agito distribuendo bocconi contaminati, gli animali sono tutti morti Le indagini della Municipale della Bassa lo hanno scoperto, lui ha ammesso

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Poviglio. Patteggia per aver avvelenato quattro cani. È l’epilogo della vicenda, risalente al 2016, che aveva visto indagare gli agenti del corpo di polizia municipale dell’Unione Bassa reggiana. Per l’uomo, M.P. 48 anni, le parti hanno concordato una pena (sospesa) a un anno e 4 mesi, con risarcimento di circa mille euro alla parte offesa - il proprietario dei cani - che si era costituita in giudizio.

LA VICENDA

La vicenda ebbe inizio nel marzo di due anni fa, quando un cittadino povigliese denunciò alla polizia municipale la morte di un suo cane, riconducibile a un possibile avvelenamento.

Il caso venne preso in carico dal Nucleo tutela animali del corpo di polizia, che attivò una scrupolosa attività di indagine, che portò a dei sospetti nei confronti di un vicino di casa del denunciante. Le operazioni hanno poi coinvolto tutto il personale dell’ambito ovest, con ricerche attraverso il sistema di videosorveglianza, appostamenti e accertamenti di varia natura, che hanno permesso di raccogliere diversi elementi a carico del 48enne. Poi, tra il maggio e l’ottobre dello stesso anno, vennero avvelenati a morte altri tre cani sempre dello stesso proprietario, con modalità molto simili a quelle del primo caso.

LE INDAGINI

A seguito dell’accaduto, il pm Giacomo Forte concesse il mandato di perquisizione all’interno della casa del sospettato, che portò al rinvenimento di diverso materiale, tra cui una fionda professionale da tiro, oltre a diversi contenitori il cui contenuto venne prelevato e inviato all’istituto zooprofilattico dell’Asl per essere analizzato. Il materiale sequestrato e analizzato, comparato con l’esito delle autopsie, stabilì che quello trovato in casa era lo stesso principio ingerito dai cani morti: la metaldeide, una sostanza chimica presente in molti prodotti usati comunemente contro le lumache, abbinata a un’altissima percentuale di rame, che ai cani era stata somministrata sotto forma dei classici “bocconi” e che in certe quantità può rivelarsi mortale.

Un veleno, purtroppo, molto diffuso da chi ha cattive intenzioni verso i cani, che tendono a essere attirati dal colore blu o verde di queste “esche”, che nel giro di poche ore possono avere effetti nefasti sull’organismo.

IL PROCESSO

Il padrone di casa venne così indagato e rinviato a giudizio. Nel corso dell’udienza, avvenuta a fine novembre davanti al gip del tribunale di Reggio Emilia, Chiara Alberti, il pubblico ministero Giacomo Forte aveva chiesto per l’imputato una condanna a 3 anni di reclusione. Il difensore dell’imputato aveva chiesto di patteggiare una pena ad 1 anno e 4 mesi (ridotta considerate le attenuanti generiche e l'ammissione di colpa), con pena sospesa: il giudice ha accettato la proposta ma ha condannato l’uomo a risarcire il danno al padrone dei quattro cani avvelenati, che si era costituito parte civile nel procedimento contro il vicino di casa. —

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