«Due schiaffi sul collo e cento frasi scritte»
Processo al maestro per abuso di mezzi di correzione La presunta vittima aveva 10 anni. Sentite le maestre
scandiano. Le deposizioni di tre insegnanti di scuola elementare per capire se davvero quel maestro di lungo corso, 61 anni, abbia usato modi troppo bruschi nel trattare, in particolare, un suo alunno.
Nuova udienza del processo per abuso dei mezzi di disciplina e correzione, che vede alla sbarra il maestro – presente in aula – accusato da un bambino all’epoca di 10 anni e che frequentava la quinta elementare, di aver esagerato nelle punizioni. Davanti al giudice Teresa Antonella Garcea sono sfilate le insegnanti che nel maggio del 2014 hanno assistito o hanno avuto modo di venire a conoscenza, dell’unico episodio contestato al maestro che nega per altro ogni comportamento scorretto, assistito dall’avvocato Domenico Noris Bucchi. Piuttosto accesa la battaglia a suon di domande, precisazioni e contestazioni tra il difensore e l’avvocato di parte civile Mattia Fontanesi.
LA VICENDA
Quella mattina di primavera di quattro anni fa, verso l’ora del pranzo, il maestro sarebbe intervenuto con atteggiamento deciso su un bambino che in quel momento stava «facendo le facce» – così si è espressa l’insegnante di sostegno, unica testimone diretta del fatto, rispondendo alle domande del pm d’udienza Laura Piemonti. Le “facce” erano dirette verso altri compagni «che ho visto ridere». La scena si è svolta a poca distanza da una bambina con deficit, assistita nel percorso di studio, appunto, dall’insegnate di sostegno, che ha deposto in udienza. Cosa abbia fatto di preciso il ragazzino per provocare l’intervento del maestro, nemmeno la testimone è stata in grado d raccontarlo. Fatto sta, però, che il maestro – ha proseguito la teste – si sarebbe avvicinato al banco e dopo aver pronunciato la frase «non deve fare il maialino», avrebbe preso per il colletto l’autore “delle facce”, l’avrebbe condotto in bagno e a porta chiusa gli avrebbe dato due schiaffi sul collo, insomma due “coppini”.
L’EPISODIO A TAVOLA
«Il maestro – ha spiegato l’insegnate di sostegno – è rimasto in bagno meno di un minuto poi è uscito. Siccome la porta era rimasta aperta, ho visto il bambino fermo all’interno e allora mi sono avvicinata per chiedergli se andasse tutto bene. Era arrabbiato e mi ha detto di aver ricevuto uno schiaffo sul collo». Successivamente la punizione è continuata: «Il bambino – ha raccontato l’insegnante di sostegno – ha dovuto scrivere per cento volte “a tavola non devo fare il maialino”». Un insegnante di un’altra classe in quel momento stava accompagnando i suoi ragazzi in mensa: «Ho visto il maestro prendere per un bracco l’alunno e portarlo in bagno con fermezza». La terza teste, anche lei maestra, ha raccontato invece di un episodio analogo ma che non entra nel materiale processuale: «Sul maestro correvano voci» è stato detto. «Ma le voci – ha replicato dal difensore – nei processi non hanno spazio».
L’udienza alla quale hanno assistito da una parte i supporter del maestro e dall’altra quelli dei genitori del ragazzino, è stata rinviata al 28 marzo prossimo quando saranno sentiti i testi della parte civile. Poi sarà la volta di due minorenni, compagni di scuola della presunta vittima chiamati a testimoniare dalla difesa. —
C.O.
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