È tempo di letterine a Peder Nadel, il Babbo arzan che aiuta i bisognosi
Inventato da studenti ed ex studenti dell’Ariosto-Spallanzani. Chi gli scrive chiede regali per chi è in difficoltà
REGGIO EMILIA. Oh, Oh, Oh. Chissà se anche il Babbo Natale reggiano, mentre consegna i regali che gli sono stati richiesti, annuncia in questo modo il suo passaggio.
Il nostro, d’altra parte, è così diverso dal Babbo che va in giro su una slitta indossando pantaloni e giubba rossa... Consegna i doni la notte della Vigilia e si fa aiutare da fedeli folletti, questo sì, ma ha caratteristiche che lo rendono un tipetto unico, in tutto e per tutto arzan. Il nome, d’altra parte, già da solo è una garanzia: si chiama Peder Nadel, et capì?
È nato più di dieci anni fa dalla generosa fantasia di un gruppo di studenti ed ex studenti del liceo classico e scientifico Ariosto-Spallanzani, che, di fatto, hanno mescolato più tradizioni: quella di Babbo Natale, che si incarica di portare i doni ai bambini buoni la notte della Vigilia; e quella reggiana.
«Nel mondo – spiegano – esistono Santa Claus, Saint Nicholas, Babbo Natale, Christkindel, Perst Nichol, Sinterklaas, Father Christmas e altri ancora. Sono tutte figure natalizie benefiche che distribuiscono doni e felicità nel periodo, teoricamente, più festoso dell’anno. Ma dato che Reggio Emilia, con la sua lingua madre dialettale, le sue tradizioni, i suoi cibi, la sua cultura e la sua gente, ha una storia millenaria, abbiamo pensato di creare una figura dispensatrice di doni totalmente reggiana, che magari indossi il tabarro anziché la casacca bianca e rossa della Coca Cola, e porti regali alle persone più bisognose della nostra area arzana».
LE DIFFERENZE
Mentre Babbo Natale solca i cieli a bordo di una slitta trainata da renne volanti, Peder Nadel si muove in bicicletta o in automobile (per coprire distanze maggiori).
Invece di aspettare le letterine piene di “Vorrei...” dei bambini, poi, lascia che a scrivergli siano persone che non chiedono nulla per sè: «Noi chiediamo ai reggiani di segnalarci chi si trova in difficoltà, in modo da potergli portare un pensiero e rendere più bello il suo Natale. Gli scorsi anni Peder Nadel ha portato il pranzo ai senza tetto e ai bisognosi alla Caritas, e ha consegnato calze piene di dolciumi e regali ai bambini del Cenacolo Francescano».
Grazie alle donazioni, adesso Peder Nadel può contare su un magazzino – pieno zeppo di libri, dvd, bambole, giochi di società e perfino una bicicletta per bambini – a cui attingere per portare regali in tutta la provincia: «L’anno scorso siamo stati sommersi da letterine e segnalazioni, e siamo andati a portare un sorriso in tantissime parti di Reggio, non solo in centro storico ma anche a Lentigione, Brescello, Castellarano, Vezzano, Castelnovo Monti (alla presenza persino del sindaco). Per riuscire a consegnare tutti i doni, Peder Nadel si è fatto aiutare dai suoi fidati folletti: Brosc per l’Appennino; Melia per la collina; e Brina per la Bassa. Quest’anno abbiamo già ricevuto tante richieste, per la prima volta anche per via Turri e la zona della stazione a Reggio».
LE LETTERINE
A questo punto è tutto nelle mani dei reggiani. «Il Natale è un periodo dominato dal buonismo – spiegano gli ideatori di Peder Nadel – durante il quale si è quasi obbligati a fare finta che vada tutto bene. Eppure non è un momento sempre facile, felice e spensierato: non è che la malattia, la morte e il dolore scompaiano per magia. Credere a questo “incantesimo” significa coprirsi di ipocrisia, calarsi in una finzione cinematografica che non corrisponde alla realtà. Ecco perché noi vi chiediamo di non voltare la faccia dall’altra parte e rivolgere un pensiero alle persone bisognose che vivono nel nostro territorio, e magari abitano proprio nella casa accanto alla nostra. Questo per noi è il Natale».
Per farlo basta inviare – entro il 20 dicembre, massimo entro il 22 – un messaggio privato sulla pagina Facebook di Peder Nadel, oppure scrivere una mail a: pedernadelre@gmail.com. «L’unica cosa importante è non sbagliare l’indirizzo a cui si vuol far consegnare il regalo la notte della Vigilia».
Come gli anni scorsi, il “servizio di consegna” è assolutamente gratuito: «La ricompensa di Peder Nadel non è il denaro, ma sono i sorrisi dei bambini, degli anziani o delle persone costrette a convivere con problemi enormi. La gioia più grande è quella di essere invitato a tavola da chi non ha niente, solo perché ti sei ricordato di lui, non l’hai lasciato solo e gli hai restituito la dignità di essere uomo o donna».
Una novità, però, c’è. La fumettista e disegnatrice reggiana Giulia Iori ha fatto il ritratto di Peder Nadel: eccolo lì, avvolto nel tabarro, con una gerla sulle spalle e l’orologio da taschino in mano... deve arrivare in tempo per dire a tutti Boun Nadel! —
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