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Iren, quotazioni in calo E il Comune vende altri 3 milioni di azioni

Luciano Salsi

La giunta dà il via libera a una nuova alienazione di quote  L’intervento necessario per incassare un totale di 10 milioni

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Sarà meno fruttuosa del previsto la vendita di azioni Iren deliberata un anno fa dal consiglio comunale per fare fronte agli impegni di spesa. Il Comune contava di ricavarne 10 milioni nel 2018, alienandone 4,3 milioni al prezzo di 2,30 euro ciascuna. Nel corso dell’anno però la quotazione è sensibilmente calata, cosicché per incassare la stessa somma si dovranno vendere complessivamente 4,7 milioni di azioni, facendo ulteriormente diminuire la quota detenuta dal Comune, scesa dall’8,376% del 2012 all’attuale 6,90%.

In seguito alla delibera del 22 dicembre 2017 una prima tranche di 1,7 milioni di azioni era stata ceduta in aprile, quando Iren quotava circa 2,50 euro. Quindi erano stati incamerati quasi 4,3 milioni di euro lordi. Ora il Comune mette in vendita un nuovo pacchetto di tre milioni di azioni che, sulla base dell'attuale prezzo unitario di circa 1,90, dovrebbero fruttare 5,7 milioni, portando il totale a quasi 10 milioni di euro. È l’ammontare occorrente per fare fronte alle spese già preventivate.

l’urgenza

La Giunta ha deliberato la cessione nella seduta dello scorso 29 novembre, stabilendo di non scendere al di sotto della quotazione di 1,90, giudicata in linea con la diminuzione complessiva del mercato attestata dall'indice azionario Ftse-Mib. L’amministrazione comunale ravvisa «la necessità di procedere con urgenza, stante l’avanzamento degli interventi pubblici finanziati mediante azioni Iren» e «per non compromettere la realizzazione del piano triennale degli interventi pubblici».

le partecipazioni

Attualmente il Comune di Reggio possiede oltre 89 milioni di azioni Iren. Non tutte, però, sono alienabili. Quelle vincolate e bloccate da patti parasociali ammontano a 67 milioni. Quindi rimangono soltanto 22 milioni di azioni cedibili liberamente sul mercato. È quello il tesoretto su cui l’ente locale può fare affidamento per finanziare gli interventi del piano triennale e quelli futuri. Tuttavia le cessioni diminuiscono la quota della sua partecipazione e, quindi, il peso del nostro Comune nella conduzione della società multiservizi.

la società

Gli ultimi dati sulla composizione societaria di Iren risalgono alla fine di novembre. Il comune di Genova vi è rappresentato con 212,5 milioni di azioni (16,33%), quello di Torino con 179,5 milioni (13,80%). È consistente (5,51%) la presenza degli altri comuni della nostra provincia. Il Comune di Parma partecipa al 3,16%. Vi sono poi i comuni ex-soci Acam (1,90%) e altri comuni (0,04%). I rimanenti soci superano di poco il 50%, totalizzando 661,3 milioni di azioni. Fra i principali azionisti spiccavano nel 2012 la Finanziaria Sviluppo Utilities (36%, controllata da Genova), il gruppo Intesa San Paolo (3%) e la fondazione Cassa di Risparmio di Torino (2,5%). Iren è nata il primo luglio 2010 dalla fusione della nostra Enia (sorta a sua volta nel 2005 dall'unione della reggiana Agac con la parmigiana Amps e la piacentina Tesa) con la torinese Iride e la genovese Amga. Le azioni, emesse al valore nominale di un euro, quotavano 1,06 alla fine del 2013 e 0,87 un anno dopo. Poi s'è avviata una crescita graduale, che s'è accentuata l'anno scorso. La quotazione ha raggiunto l'apice di 2,69 euro nello scorso mese di gennaio. In giugno, però, è calata a 2,08. Da ottobre è quasi sempre rimasta al di sotto dei 2 euro. L'ultimo dato è 1,94. —



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